«Quadrivio a pezzi e spese folli», braccio di ferro tra la Nuorese e il Comune
Emiliano Fenu prende tempo sulle richieste della società: «Lunedì 19 gennaio un vertice per risolvere la situazione»
Nuoro La gestione dello stadio Quadrivio è sempre stata una spada di Damocle per tutte le dirigenze che si sono succedute nella quasi centenaria storia della Nuorese che quel campo lo calca ininterrottamente dal 1930. Negli ultimi anni la situazione si è complicata ulteriormente con uno stadio «senza collaudo dal 2019», ha affermato la dirigenza; e dei rapporti con il Comune, proprietario dell’impianto, che si fanno sempre più tesi. Il caro vecchio Quadrivio, infatti, è una struttura pubblica “affidata a metà” vista l’inagibilità di molti spazi e lo stato di degrado nel quale versano le poche parti rimaste praticabili.
Per queste ragioni la dirigenza guidata dal presidente Gianni Pittorra dice di essere «arrivata al limite», tanto da recarsi, prima squadra al seguito, dal sindaco Emiliano Fenu per restituire le chiavi dell’impianto sportivo. Il tutto con lo spettro sempre vivo del ritiro della compagine che si sta giocando la promozione in Serie D dal campionato di Eccellenza in corso. In questo inizio di 2026 sono almeno tre le gocce che hanno fatto traboccare il vaso. «Le condizioni del campo di Città Giardino nel quale abbiamo dovuto sospendere l’attività delle giovanili, la mancata consegna da parte del Comune del locale nel quale allestire la club house e una bolletta stellare di Abbanoa», spiegano i vertici societari della Nuorese Calcio.
«Stiamo perdendo i ragazzi del settore giovanile, Già in 8 hanno lasciato la squadra – hanno raccontato il presidente Gianni Pittorra e la dirigente Emanuela Priori –. I problemi cronici agli impianti del campo di Città Giardino non consentono il proseguo delle attività. In un’area nella quale non possiamo neanche garantire una doccia calda dopo gli allenamenti serali». La lente poi si sposta subito sui problemi del Quadrivio. «Dobbiamo denunciare con forza le condizioni del manto erboso rimasto particolarmente danneggiato dopo i festeggiamenti del Redentore – spiegano i dirigenti sul punto –. Contrariamente a quanto avveniva in passato, infatti, quest’anno il Comune non è intervenuto per risistemare il prato. Ci abbiamo pensato noi perché l’ente aveva garantito il pagamento a metà dell’utenza idrica. Circa 14mila euro dovuti a una irrigazione più intensiva del solito».
«Oggi il Comune vorrebbe che la super bolletta gravasse su di noi – aggiunge Pittorra –. Perché la Nuorese deve farsi carico delle spese per il Redentore? Abbiamo già investito oltre 9mila euro in estate per consentire alla squadra di affrontare il precampionato visto che il Quadrivio era impraticabile. Non solo – aggiunge –, oggi l’ente quasi ci ricatta e non ci consegna lo spazio per la club house e per il terzo tempo se prima non chiudiamo le posizioni aperte. È assurdo. Siamo venuti in Comune per trovare una soluzione – conclude Pittorra –. Vogliamo gestire il Quadrivio come la Nuorese merita e poter programmare il futuro per i tanti giovani della città che ogni anno scelgono di stare con noi per crescere».
Ad accogliere l’armata verdeazzurra in municipio c’erano il sindaco Emiliano Fenu e l’assessora comunale allo Sport, Natascia Demurtas. Il primo a tendere la mano alla Nuorese è stato proprio il primo cittadino che ha convinto Pittorra e i suoi a tenere in tasca le chiavi del Quadrivio almeno fino a lunedì. Giorno in cui è stato fissato un vertice al quale prenderà parte anche il dirigente Roberto Del Rio. «Il nostro impegno è quello di proseguire il lavoro di messa in sicurezza e di omologazione degli impianti iniziato nei mesi scorsi – ha detto Fenu –, per poter garantire il normale svolgimento delle attività sportive, sia per quanto riguarda gli allenamenti che per le competizioni, attività che sino ad ora sono proseguite solo grazie alla mia personale assunzione di responsabilità. La Nuorese resterà al Quadrivio – conclude –. Una volontà che va di pari passo con l’impegno per il futuro dei tanti giovani nuoresi che colgono l’opportunità sociale offerta».
