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L’addio di Nuoro a Francesco Congiu Pes 65 anni fa: ecco chi era Conzu mandrone, il pittore del popolo

di Alessandro Mele

	Donne di Nuoro, una delle opere più famose di Francesco Congiu Pes
Donne di Nuoro, una delle opere più famose di Francesco Congiu Pes

Ancora nessuna celebrazione ufficiale in programma per ricordare il grande artista bohemien

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Nuoro Sono trascorsi 65 anni da quando la Nuoro che lui amava più di se stesso diceva addio a uno dei suoi talenti più puri, il pittore Francesco Giuseppe Garibaldi Congiu Pes, meglio noto come Conzu mandrone. Solo i posteri lo hanno inserito a pieno titolo tra i giganti dell’Atene sarda, mentre i suoi contemporanei lo denigravano, anche se diversi erano stati gli attestati di stima ricevuti quel 23 febbraio 1961, il giorno della sua morte. «Non cercò ne allori, ne guadagni, ne pubblicità. Si accontentava dell’apprezzamento e della benevola amicizia dei nuoresi. Contenne sempre la sua povertà in un limite ammirevole di dignità, di umiltà e di silenzio», scrivono i giornali dell’epoca. E questo effettivamente era Conzu mandrone, pittore del e per il popolo.

Nacque a Nuoro nel 1887, non era nobile al contrario di suoi molti celebri contemporanei e proprio per questa ragione era mal visto dalle famiglie più agiate che non capivano il suo stile da bohemien. In molti, infatti, gli rimproveravano di non avere un vero lavoro ed è per questo che si trascinerà per sempre l’appellativo di “mandrone”, ossia, di scansafatiche. Lo stesso Salvatore Satta ne Il giorno del giudizio lo definirà «un mezzo pittore morto di fame», ma al contrario il popolo lo ammirava.

Tutt’oggi non c’è famiglia che in città non possa fare bella mostra di una sua opera mai venduta, ma piuttosto regalata dallo stesso pittore in cambio di un tozzo di pane o di un bicchiere di vino rosso. Con i colori metteva su tela, o supporti occasionali come il cartone, il compensato o copertine di vecchi libri, la vita e le usanze della sua città ed è anche grazie al suo lavoro che gli etnografi hanno potuto ricostruire delle pagine dimenticate della storia di Nuoro. A 65 anni dalla sua morte non è ancora prevista alcuna celebrazione istituzionale, forse complici i festeggiamenti per i 100 anni del Nobel.

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