Il murale simbolo sfregiato: la scuola reagisce dopo l’atto vandalico
Dall’istituto Ciusa parte la lezione di inclusione dopo il grave episodio
Nuoro «Un incontro per stare un po’ insieme e dirci tutto ciò che può essere utile per affrontare in maniera costruttiva questa circostanza, e rendere una ferita occasione di crescita, di sviluppo e di progettazione, al fine di trovare nuove strade per vivere ancora più rispettosamente insieme». Con questo caloroso saluto Silvia Meloni, dirigente dell’istituto “Ciusa” di Nuoro ha accolto i ragazzi dell’associazione L’Isola per trovare con loro una risposta all’azione vandalica che ha sfregiato il “murale dell’inclusione” realizzato nel dicembre 2024 per la Giornata internazionale delle persone con disabilità, dai ragazzi della struttura e dagli studenti dell’Artistico. Un’opera che non poteva non essere notata all’angolo tra via Campania e via Santa Barbara, davanti alla rotatoria che porta anche verso viale del Lavoro. Un murale simbolo di inclusione e di umanità.
«Da questa vicenda così brutta, offensiva e violenta possiamo trarre spunto per costruire e progettare nuove strade che ci rendano più consapevoli di voler stare insieme. La scuola – ha sottolineato Silvia Meloni rivolgendo ai suoi allievi – è chiamata a guidarvi verso traguardi di esperienza. Istruitevi diceva Gramsci, perché abbiamo bisogno della vostra intelligenza per capire la realtà. La scuola ha il compito di guidare i suoi ragazzi, cioè i portatori di futuro, verso le competenze che li portano ad essere cittadini capaci di vivere in una comunità e costruire rispetto». Quello sfregio è stato un gesto inaccettabile. La frase “Quentin presente” riferita al giovane attivista di estrema destra ucciso qualche settimana fa a Lione, fuori luogo e offensiva su un’opera artistica che l’associazione L’isola ha realizzato con la collaborazione della scuola, in uno spazio aperto, di sua proprietà, con l’intento di poter trasmettere anche dei valori profondi.
«Abbiamo collaborato con loro – ha aggiunto la dirigente – ed è nata un’opera bellissima che oltre che colore, gioia e cura esprime un messaggio meraviglioso rappresentata dalla scritta esseri umani, in cui esiste un grande abbraccio che avvolge dentro di sé ogni componente, ogni realtà individuale che in quell’abbraccio può trovare accoglienza e libertà». Ebbene qualcuno ha pensato con arroganza di sovrascrivere, schiacciare e cancellare quel messaggio con un altro. Un gesto violento che ha suscitato però un’azione di rilancio da parte degli studenti e dell’associazione cittadina, pronti a trovare spazi di creatività dove dar vita a bellezza, sia nei luoghi deturpati ma anche in altri che potranno essere destinati alla celebrazione dell’importanza dell’accoglienza e della coabitazione.
L’incontro di ieri è stato un vero e proprio laboratorio di idee nell’auditorium dell’istituto, durante il quale gli studenti e i ragazzi de L’Isola si sono confrontati proponendo progetti per dare un nuovo significato al murale di via Campania. Tutti d’accordo nel voler lasciare il simbolo di quell’atto di violenza dal quale trovare nuove vie di crescita. Idea unanime è stata scrivere e trasformare quella frase in un manifesto di terzo livello, che doni esperienza di bellezza anche al simbolo dell’idiozia, lasciando spazio al rispetto delle idee. Da qui le proposte più svariate, come la realizzazione di un QRcode che racchiuda la storia dell’associazione e del progetto del murale, o di pannelli su cui imprimere nuovi messaggi sul valore della diversità che sta nell’accettazione dell’altro, nello scambio e nel rispetto reciproco. E in chiusura, sulle note di “Esseri umani” di Mengoni, l’invito all’amministrazione comunale di Nuoro perché trovi ampi spazi da destinare alla creatività di tutti i giovani della città. (k.s.)
