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La grande festa lascia lo stadio: ecco le idee per la prossima edizione

di Alessandro Mele
La grande festa lascia lo stadio: ecco le idee per la prossima edizione

Con i lavori in corso al Quadrivio diventa obbligatorio il trasferimento del Redentore

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Nuoro Con cinque mesi di anticipo, un record rispetto al recente passato politico, l’amministrazione comunale comincia a programmare la 126esima edizione della festa del Redentore. Su iniziativa dell’assessora comunale a Cultura e turismo, Natascia Demurtas, infatti, i rappresentanti di cori di ispirazione popolare, gruppi di ballo e formazioni di canto a tenore, si sono riuniti nella sala consiliare del palazzo civico per discutere insieme all’amministrazione di vecchi e nuovi dettagli della kermesse fissata, come da tradizione, alla fine agosto. La prima novità ufficiale della festa targata 2026, riguarda la location del festival regionale del folclore. Ad ospitare sul palco il meglio delle tradizioni popolari dell’isola nelle ore immediatamente successive alla sfilata, infatti, dopo tanti anni non sarà più lo stadio Quadrivio. «È una certezza – conferma Natascia Demurtas – considerato che presumibilmente a partire da maggio, la struttura sportiva comunale non sarà più utilizzabile perché interessata da diversi lavori di riqualificazione. Tra questi, la posa del nuovo manto in erba sintetica».

Quale sarà dunque la nuova sede del festival regionale? Il grande sogno dell’amministrazione comunale resta quello di una inaugurazione a tempo di record dell’anfiteatro Fabrizio De André ormai chiuso da quindici anni. La struttura è prossima alla riapertura ma che questa avvenga in occasione del Redentore, ha più il gusto di una mission impossibile. Anche su questo aspetto assessorato e associazioni folcloristiche si sono confrontate su possibili alternative. Tra le proposte, la più gettonata è stata quella di far tornare il festival nel centro storico. O in piazza Vittorio Emanuele, che in passato aveva già ospitato qualche edizione, o in un evento itinerante che coinvolga anche scenari come quelli di piazza Sebastiano Satta e di piazza del Popolo. Tra le nuove esigenze emerse, anche quella di far cominciare la kermesse alle 18 e non più alle 20 in modo da garantire la permanenza del pubblico che negli ultimi anni ha comunque dimostrato di non gradire particolarmente una serata musicale della durata di cinque ore.

L’amministrazione e i gruppi, infatti, lavoreranno anche su un aggiornamento del format da proporre. Resta tutto ancora da decidere, compreso l’orario ideale per far partire la sfilata di abiti tradizionali. Che si opti per far partire il corteo la mattina o la sera, quel che è certo è che il percorso verrà allungato, se non proprio del tutto rivoluzionato. È stata questa la richiesta delle associazioni della città, a vantaggio di una più ampia visibilità e di un tragitto migliore anche per i cavalieri, altra presenza fondamentale per la storica festa del Redentore. «Abbiamo deciso di avviare per tempo delle interlocuzioni costruttive – conclude l’assessora –, con l’obbiettivo di rendere la nostra festa ancora più bella e di farlo tutti insieme». Per questo motivo gli incontri con le associazioni avranno cadenza fissa e il prossimo è già stato fissato per venerdì alle 18.

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