Nel suo terreno nel Sassarese aveva 190 piante di cannabis, 22enne condannato – La sentenza
Il giudice ha riconosciuto il reato “di lieve entità”: nessun elemento che attestasse attività di spaccio
Sassari Una piantagione di cannabis scoperta nell’agro di Bottidda, in località Marrada, è costata a un 22enne di Bono una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, e 4mila euro di multa. La sentenza è stata pronunciata dal giudice del tribunale di Nuoro, Alessandra Ponti, al termine di un procedimento celebrato con rito abbreviato.
I fatti risalgono al 18 agosto 2024, quando i carabinieri della stazione di Bono, impegnati in un’attività di controllo del territorio, individuarono un terreno dove erano state messe a dimora 190 piante di cannabis indica. Le piante, già in fase di crescita, furono immediatamente sequestrate, dando avvio all’indagine che avrebbe poi portato all’arresto del giovane.
Secondo la ricostruzione accusatoria, confermata nel corso del giudizio, il 22enne aveva allestito autonomamente la coltivazione, sfruttando un sistema di irrigazione rudimentale ma funzionale: una pompa collegata a un semplice pozzo, sufficiente a garantire l’approvvigionamento idrico necessario alle piante.
L’imputato, assistito dall’avvocato Pietro Fresu del foro di Sassari, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, ottenendo così la riduzione della pena. Nel corso della decisione, il giudice ha riqualificato il reato, riconoscendo la fattispecie di lieve entità prevista dal comma quinto della normativa sugli stupefacenti.
Una valutazione maturata sulla base di diversi elementi: l’assenza di una struttura organizzata per la vendita, la mancanza di strumenti tipicamente legati allo spaccio – come bilancini di precisione o materiale per il confezionamento – e un quantitativo di principio attivo che non raggiungeva soglie tali da far scattare aggravanti più severe, come quelle previste dall’articolo 80.
A incidere sulla decisione anche l’atteggiamento collaborativo dell’imputato. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche, disponendo, oltre alla pena detentiva sospesa, la confisca e distruzione delle piante. (na.co.)
