Borore abbraccia la famiglia di Omar Barranca, fantino morto dopo la caduta da cavallo
Folla per il funerale del giovane cavaliere morto domenica scorsa
Borore Un tappeto di fiori all'ingresso della chiesa e sui lati, i tanti ricordi di amici, compaesani, compagni di sella e di avventura: una parrocchia gremita oggi, 15 aprile, nella chiesa della Beata Vergine Assunta, ha accolto il feretro di Omar Barranca, il giovane cavaliere del paese morto domenica scorsa dopo essere caduto da cavallo durante i festeggiamenti civili per San Lussorio.
Ai genitori Torangela e Mauro, al fratello Igor, alla fidanzata Luisa, e agli affetti più cari, si sono stretti in un abbraccio commosso non solo l'intero paese, con il sindaco Tore Ghisu, ma anche tutte le comunità vicine.
Da Norbello, luogo di nascita, ad Abbasanta, dove vivono tanti amici e conoscenti. E ancora, tra i presenti, tantissimi componenti di associazioni e comitati che ruotano attorno al mondo dei cavalli e delle sue tradizioni. La messa è stata celebrata dal parroco padre Salvatore Putzolu.
«Siamo passati improvvisamente dalla festa al dramma di Omar - ha esordito il sacerdote durante l'omelia - Un dramma comunitario. Siamo vicini ai suoi familiari. Quanto è difficile separarsi da un figlio, è una morte innaturale. Come una spina dentro il cuore, sempre sanguinante. Ecco perché siamo qui, per accompagnare Omar ma anche i suoi familiari. Quanti progetti aveva, stava programmando il suo futuro».
