L'Orunese vola in Seconda categoria, il paese in festa per la promozione
La corazzata di Franco Billo Talanas conquista un risultato storico. L’urlo liberatorio arriva al Comunale di Posada davanti ai tifosi in trasferta
Orune L’urlo liberatorio supera le onde e, dal mare, giunge impetuoso a sferzare le strade del paese del vento. Il sogno si è avverato in trasferta. I gol di Diego Ruggiu e Giorgio Demelas, con il terzo sigillo firmato con un capolavoro di testa dal capitano Peppe Gattu, fanno esplodere in un boato i tifosi confluiti a riempire gli spalti del Comunale di Posada. La polisportiva Orunese, capace come non accadeva da decenni di riempire pressoché totalmente gli spalti anche fuori casa, con 54 punti conquista la promozione in Seconda a due giornate dalla conclusione nel girone H di Terza categoria.
Commozione negli occhi del presidente Marcello Meloni, come nell’ampio gruppo dirigente, compatto e coeso, dopo un anno di lavoro e grandi sacrifici dietro le quinte. I giocatori lasciano il campo tra scroscianti e meritatissimi applausi. In porta il bittese Antonio Zori, affiancato da Giuseppe Canu tornato in patria dopo un inizio di campionato ad Oniferi. Da qui sono arrivati in forze Ernesto Piras, che festeggia la vittoria e la notizia che presto diventerà padre nel paese di adozione, e Diego Ruggiu. Sempre bravo, tecnico e sportivo, umile ed efficace, Ruggiu può essere annoverato tra i migliori in campo in tutta la stagione. A centrocampo da interno arriva a dare sicurezza Giuseppe Ena, prendendo il posto del siniscolese Marco Allegria; dalla Lulese rientrano il giovane Roberto Canu e Salvatore Porcu, a rendere dinamico l’attacco assieme al nuorese Matteo Cossu, efficace e concreto in interdizione. Poi l’esercito degli Orunesi, tutti calciatori lavoratori, come ribadisce l’allenatore-giocatore Franco Billo Talanas.
Peppe Gattu, il capitano, archetipo calcistico che come Totti a Roma lascia le proposte in ben più alte categorie per essere forse il primo esempio orunese di profeta in patria. Impone sicurezza su ogni fronte, carattere e decisione su ogni pallone, da fenomeno sacrale temprato nel fisico dell’estrazione del sughero. Martino Piccu e Checco Chessa, giovani e geniali, macinano chilometri e gioco sulle fasce dominandole. Salvatorangelo Goddi, Giorgio Demelas, Peppe Chessa, Antoni Gattu e Giuseppe Farina rappresentano le cohorti veterane, memori dell’antico valore, che impongono in centrocampo in casa e trasferta. Matteo Vargiu è la rivelazione del campionato, sempre bravo, serio e costante guadagna un posto da titolare che valorizza sempre in crescendo. Francesco Canu si fa da parte per i più giovani, lui che potrebbe dare ancora così tanto alla patria pedata.
Giorgio Demelas, Nicola Cosseddu, Pietro Porcu, Pietro Dettori, Andrea Piccu, Pasquale Contu chiamati in campo trovano i loro spazi togliendosi preziose soddisfazioni. Un calcio così seguito ha fatto sì che in tanti tra gli spettatori si sentissero allenatori. Al veterano Franco Talanas l’ingrato compito delle responsabilità, calcistiche e umane, sulle ampie spalle. Da eterno professionista zittisce tutti e non solo nei risultati. Concede una confidenza alla Nuova Sardegna, quindi a tutti, nello spirito per la prossima stagione in categoria superiore. «È sempre bello vincere – sottolinea –, ma non divertente e appagante quanto farlo assieme ai propri compaesani: in mezzo alla gente con cui hai combattuto e in cui hai creduto». Onore e allori e a questa compagine meravigliosa e stupenda. Orgoglioso il paese festante, mai così unito.
