Seuna, un intero rione in festa per Sant’Isidoro
Lo storico quartiere nuorese celebra il suo patrono. Il comitato: «Dai fiori ai dolci: tutto il vicinato contribuisce da sempre»
Nuoro I papassini e gli amaretti fatti in casa li fornisce, anche quest’anno, una delle residenti: Giuseppina Catte. Tzia Maria Cossu, invece, pure per questa edizione della festa, non dimentica i suoi trascorsi nel rione, e il marito storico abitante del quartiere, e non manca mai di portare in dono il suo prelibato “gateau”. I fiori di campo, infine, li vanno a raccogliere alcuni seunesi del gruppetto tra cunette e spazi verdi. Il pane, che pure quello non manca mai, lo porta in dote il vicino panificio Fensek di via Lamarmora. È una festa intima, e che anche a distanza di tanti anni mantiene tutto il suo spirito corale e autentico di vicinato attivo e solidale, quella che questo pomeriggio, 17 maggio, celebrerà il patrono dei contadini e dello storico rione di Seuna: Sant’Isidoro, nella chiesetta delle Grazie vecchie. «Nel comitato siamo rimasti pochi, perché negli anni, purtroppo, per alcuni lutti, abbiamo perso diversi componenti, ma non molliamo e continuiamo a mantenere in piedi la tradizione. Siamo pochi, ma buoni»: Daniela Selis, da sempre con il rione di Seuna nel cuore, è la prima prioressa ad aver ricoperto il ruolo di guida femminile del comitato di Sant’Isidoro che insieme, e per conto della parrocchia delle Grazie, ogni anno organizza la festa del rione e del suo patrono.
«Dal periodo del Covid in poi – racconta ancora l’ex prioressa – non esiste più un priore, ma è il comitato a farsi carico della feste e della sua organizzazione. Ma non solo: ci occupiamo anche di vigilare sulla chiesetta delle Grazie vecchie, e a turno c’è chi, sempre su autorizzazione dei sacerdoti delle Grazie, la tiene aperta per qualche visita o per qualche evento». Sono una quindicina, i componenti del comitato di Sant’Isidoro. “Pochi ma buoni”, per loro stessa ammissione, e anche la quotidianità spicciola lo racconta: ieri mattina, a ventiquattr’ore dalla festa di Sant’Isidoro, sono tutti lì, nella vecchia ex “cumbessia” delle Grazie, a pochi passi dalla stanza che conserva l’antichissimo primo rosone del santuario di Seuna, a distribuire gli incarichi che ogni anno precedono la storica tradizione. Con Daniela Selis, ci sono tra gli altri, anche Gianfranco Frau, Giuseppina Catte e Annarita Oggianu. «Stiamo smistando i dolci nei diversi pacchi e i fiori – raccontano, in mezzo a un tripudio di piccoli cesti, profumi e sapori – c’è ancora tanto da fare, prima della festa, in modo particolare per allestire bene l’antico santuario».
E così, questo pomeriggio, la chiesetta delle Grazie vecchie, si prepara ad accogliere le tante presenze che ogni anno non mancano alla festa di Sant’Isidoro. Alle 16.30 di oggi, 17 maggio, nel santuario sarà celebrata la messa. Al termine del rito partirà la processione con la statua di Sant’Isidoro che sarà portata a braccia, lungo le viuzze del rione. Al termine della processione il comitato offrirà a tutti i presenti il tradizionale “cumbido” nuorese.
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