Premio Montanaru, il nipote del poeta fuori dalla giuria: «Diffido l’amministrazione a usare il suo nome» – Cosa sta succedendo
Giancarlo Casula: «Dopo 34 anni finiscono i rapporti tra la nostra famiglia e il Comune»
Desulo Premio Montanaru: dalla poesia alle carte bollate. Scontro tra l’amministrazione comunale e il nipote del poeta estromesso dalla giuria. C’è chi lo chiama spoil system, altri cambiamenti nel senso del rinnovamento dal passato. Comunque modifiche sostanziali, che hanno delle conseguenze in base alle latitudini e agli umori della piazza. Succede anche nell’area barbaricina dove non sempre l’arte del compromesso trova terreno fertile.
La vicenda
Così nel paese di montagna che tra gli altri è patria del poeta Antioco Casula al secolo Montanaru, l’aria è diventata più frizzante del solito. Qui per 34 anni il premio di poesia dedicato al poeta si è svolto in stretta sinergia tra le amministrazioni comunali che si sono succedute (le ultime Littarru e Melis hanno tenuto l’impianto di fondo) e le numerose personalità della cultura isolana che sicuramente hanno contribuito a far conoscere il Premio (dal compianto giornalista Gianni Filippini, a Francesco Casula ad altri ancora). Ora lo strappo. All’improvviso e quasi al fotofinish per la consegna degli elaborati (prevista per il 16 ottobre). E già questa tempistica lascia basiti molti. Quest’ anno a Desulo una nuova amministrazione, da giugno è stata eletta sindaca Alessandra Peddio (lo sconfitto per una manciata di voti è l’ex primo cittadino Gigi Littarru) e con lei albergano nuove regole. Si dice non solo nel concorso poetico (un’altra querelle la oppone a alla cooperativa Esulesos che gestiva l’orto botanico esplosa questa estate e ancora sub lege), dove la sindaca ha azzerato la storica giuria in toto non confermando tra gli altri il nipote del poeta del poeta Montanaru l’ingegner Giancarlo Casula. Il professionista, uno dei fondatori del Premio, non l’ha presa bene.
Le dichiarazioni di Giancarlo Casula
«Dispiace concludere il sodalizio tra la famiglia Casula e il Comune che dura ormai da 34 anni –, è stata la sua risposta –. Nell’augurare il successo del vostro rinnovamento – aggiunge – diffido codesta amministrazione comunale a usare il nome di Antioco Casula Montanaru per qualsiasi manifestazione», ha messo nero su bianco nella missiva diretta al Comune. Ieri 18 settembre sempre Casula ha aggiunto: «Ricevo il sostegno da tutti i desulesi e da tutta la Sardegna per questa triste vicenda. Sono in imbarazzo perché non mi sono mai trovato in questa situazione e anzi i sindaci che si sono susseguiti hanno onorato il premio e trattato me e la mia famiglia con tutti i riguardi. Se oggi si pensa di considerare il premio letterario come una kermesse o un appalto di lavori pubblici ci si sbaglia di grosso». Poi precisa che non rimarrà con le mani in mano: «Oltre la generosità mia e della mia famiglia mantengo il ruolo, oggi più di prima, di vigilare sull’uso distorto del nome di Antioco Casula Montanaru e della sua eredità. Diffidando chiunque a sfruttarne l’immagine senza autorizzazione e snaturandone il messaggio. Lo farò, se costretto, anche legalmente», ha concluso.
Il comunicato della sindaca Peddio
La sindaca Peddio, intanto, in un comunicato diffuso nei giorni scorsi aveva parlato di un «percorso di rinnovamento che restituisca al Montanaru l’autorevolezza, le risorse e la capacità di attrazione che gli appartengono di diritto. All’interno di questo percorso si colloca la selezione della nuova giuria, attualmente in corso. Il rinnovo dell’organo giudicante non contiene alcun giudizio sul lavoro di chi lo ha composto fino a oggi, al quale vanno il riconoscimento e la gratitudine dell’amministrazione e della comunità desulese, e discende invece dalla decisione di far coincidere l’inizio del nuovo ciclo con la manifestazione del prossimo 31 ottobre, affinché ogni componente del Premio, dalla giuria alla direzione, muova dalla stessa data, dallo stesso mandato e dalle stesse regole rese pubbliche».
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