La Nuova Sardegna

Nuoro

La protesta

«La direzione di Poste italiane deve restare nella nostra città»


	Il consiglio comunale di ieri sera a Nuoro (foto di Massimo Locci)
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Il consiglio comunale di ieri sera a Nuoro (foto di Massimo Locci)

Il consiglio comunale di Nuoro chiede all’azienda di fare un passo indietro

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Nuoro «Lavoreremo attraverso il confronto istituzionale e tutti gli strumenti di tutela disponibili affinché Nuoro conservi un ruolo centrale nell’organizzazione territoriale di Poste italiane. Difendere questa presenza significa tutelare la città, i lavoratori e le prospettive dell’intero territorio». Il sindaco Emiliano Fenu ha chiuso con queste parole il consiglio comunale di ieri, giovedì 29 ottobre 2026. Chiamato a discutere sul “caso Poste”, il parlamentino nuorese ha finalmente remato compatto verso lo stesso obiettivo: salvare e tutelare la centralità di Nuoro.

«Abbiamo sottoscritto un documento condiviso – conferma la consigliera di opposizione Maura Chessa –, dimostrando che, quando si tratta di difendere la nostra città, le appartenenze politiche possono e devono passare in secondo piano».

Il consiglio comunale, infatti, ha approvato la risoluzione presentata dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paola Siotto, a nome dell’intera assemblea, per contrastare il depotenziamento della direzione aziendale in città a favore di Oristano. Il primo cittadino fa propria così la posizione espressa dal provvedimento, sottoscritto da tutti i consiglieri, senza distinzione, volta a chiedere il riesame della riorganizzazione, a sostenere il mantenimento a Nuoro della sede direzionale e a tutelare le funzioni operative, i livelli occupazionali e la qualità dei servizi sul territorio.

«La presenza direzionale e operativa di Poste italiane a Nuoro – sottolinea Fenu – rappresenta un interesse strategico per la città e per tutto il territorio. Non possiamo considerare questa riorganizzazione una semplice questione interna aziendale: le sue ricadute riguardano il futuro del nostro territorio e il presidio dei servizi nelle aree interne» ribadisce ancora Emiliano Fenu, che in aula ha letto una lettera di Poste italiane, non presente sebbene invitata a partecipare. Presenti, invece, alcune rappresentanze sindacali dei dipendenti.

La "risoluzione Siotto”, discussa nel corso di una assemblea civica aperta e particolarmente affollata (tra gli altri c’erano anche il consigliere regionale Giuseppe Dessena e il capo di gabinetto della Provincia, Roberto Cadeddu), fa seguito all’interlocuzione avviata dal sindaco in persona con Poste già dai primi di settembre e, dopo l’incontro del 30 settembre in Prefettura, proseguita con una nota inviata tramite Pec alla quale era seguita, il 20 ottobre, la risposta della società che ha dichiarato come la riorganizzazione non comporterà chiusure di uffici né variazioni di orari e servizi, confermando il mantenimento dell’ufficio postale di Nuoro 2, rione Santu Predu, e del presidio centrale di piazza Crispi.

Tra le azioni previste figurano una formale contestazione della riorganizzazione, la richiesta di sospendere le fasi non ancora attuate e il riesame della scelta della sede direzionale, con una risposta motivata da parte di Poste italiane entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione.

Il Comune di Nuoro, inoltre, chiederà l’accesso alla documentazione relativa all’accorpamento e ai criteri adottati, oltre a dati confrontabili sul personale, sulle funzioni trasferite o mantenute, sulle risorse economiche destinate al territorio e sugli eventuali trasferimenti programmati. La risoluzione prevede anche l’acquisizione di un parere da parte di un legale amministrativista esterno, per verificare la conformità della riorganizzazione agli obblighi di servizio pubblico e al contratto di programma tra il ministero delle Imprese e del made in Italy e Poste, nonché per individuare eventuali iniziative amministrative e giudiziarie a tutela del Comune. Gli uffici dovranno verificare tempestivamente i termini per le eventuali azioni legali. Il confronto proseguirà con il coinvolgimento di Prefettura, Regione, Provincia e ministero competente. Qualora emergano elementi concreti di possibili violazioni degli obblighi sul servizio postale universale, sarà valutata una segnalazione all’Agcom.

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