La Nuova Sardegna

Nuoro

L’intervista

Nuoro, l’ex assessore Canu a tutto campo dopo le dimissioni: «Ostruzionismo da una parte della maggioranza»

di Alessandro Mele

	L&#39;ex assessore comunale Marco Canu (foto di <em>Massimo Locci</em>)
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L'ex assessore comunale Marco Canu (foto di Massimo Locci)

Ancora aperte le interlocuzioni per la sua successione, il movimento Uniti cerca il sostituto

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Nuoro Dopo 463 giorno di mandato, lo scorso 13 ottobre 2026 Marco Canu ha lasciato la giunta del sindaco Emiliano Fenu, ufficialmente per motivi esclusivamente professionali, non solo aprendo una partita per la successione che si preannuncia più lunga del previsto, ma anche lasciando sulle scrivanie dell’esecutivo della partite importanti per il futuro della città. Certo è che il percorso durato un anno e mezzo alla guida degli assessorati ad Ambiente, decoro urbano, monte Ortobene, patrimonio, Lollove, polizia locale e protezione civile non è stato privo di colpi di scena. Dentro e fuori da una maggioranza oggi in aperta crisi.

Assessore, o meglio, ex. Ci ha raccontato di essersi dimesso per ragioni professionali, ma non tutti ci credono. C’è chi dice che il “caso fontanelle” sollevato da Maura Chessa sia stata la goccia che abbia fatto traboccare un vaso di pressioni provenienti da una parte della sua stessa maggioranza. È andata così?

«Avevo maturato questa decisione alcuni giorni prima del cosiddetto “caso fontanelle”. Poi il consigliere Mario Manca ha portato in aula quella che è una verità e io posso aggiungere che non credo sia stata l’unica occasione nella quale ci sia stata un’interferenza da una parte della stessa maggioranza».

Quindi è vero che alla fine non ha retto la pressione?

«Non esattamente. L’ostruzionismo non mi ha mai spaventato. Anche perché ho avuto la fortuna di lavorare e confrontarmi con un’ottima struttura fatta di uffici efficienti e dirigenti che sanno davvero fare squadra».

Dentro il movimento Uniti il dibattito aperto sulla sua successione sembra essere più lungo del previsto e non privo di colpi di scena. È preoccupato?

«Assolutamente no. Auspico in una soluzione condivisa da tutto il gruppo. Una soluzione che porti all’individuazione di un profilo che possa portare avanti il lavoro che abbiamo cominciato con tanta passione».

Cosa resta da fare di ciò che ha lasciato sulle scrivanie della maggioranza?

«Tra le iniziative in corso c’è “AlberiAmo” Nuoro, una iniziativa di riforestazione urbana, per eliminare piante secche ed impiantarne di nuove che con un contributo regionale prevede la possibilità per privati ed aziende di contribuire anche loro adottando alberi, ed una mappa digitale che indicherà dove sono collocate le nuove piante ed una dedica che il donante potrà dare. Ancora, due bandi già presentanti che riguardano il piano di conservazione forestale per il monte Ortobene e l’estirpazione dell’ailanto su viale Ciusa (il primo in città) e la contestuale riforestazione del viale con sostituzione arborea e ripristino del sentiero. Tutte iniziative nate in collaborazione con l’agenzia Forestas che ringrazio».

E oltre viale Ciusa?

«C’è in valutazione un bando da 2 milioni di euro. Il progetto riguarda la depavimentazione della parte superiore di piazza Vittorio Emanuele e lavori su altri tre reliquati. Tra questi, un’area di Città Giardino che verrà trasformata in un parchetto. I progetti sono stati già presentanti dall’amministrazione».

Tra i progetti sui reliquati considera anche quelli di riqualificazione avviati sulle “famose” fontanelle?

«Rientravano in un programma specifico dedicato al decoro urbano. L’obbiettivo era quello di ridare colore alla città. Infatti altri interventi erano programmati su cestini, panchine e altri piccoli oggetti ornamentali».

È previsto qualcos’altro in tema di decoro urbano?

«A breve partirà il bando per la vendita dei box presenti nell’area dell’Ex.Mè. Una proposta che porterà Mario Manca in commissione, sarà quella di utilizzare i proventi di questa vendita per riqualificare gli spazi adiacenti all’ex mercato civico con l’obbiettivo di offrire ai cittadini e ai commercianti che orbitano in quella zona, aree meglio utilizzabili».

A che punto siamo con l’arena grandi eventi, il parco regionale del monte Ortobene e gli altri progetti già presentanti ai cittadini?

«Sull’arena esiste un progetto di massima che individua l’area nell’ex caserma di Pratosardo. Un terreno del Demanio sul quale grava un vincolo militare che andrebbe rimosso. Credo che su questo l’amministrazione debba intensificare le interlocuzioni con la Regione e il ministero della Difesa. Per il parco regionale, invece, credo occorra un pacchetto di interventi strutturali che preveda la riqualificazione di fabbricati e servizi, a partire dal sistema fognario. Sui giardinetti Pinna di via Gramsci, in ultimo, c’è un bando per la gestione pronto alla pubblicazione. Verranno assegnati con la stessa modalità utilizzata per i locali sul colle di Sant’Onofrio».

Considera conclusa la sua esperienza politica?

«No, ho aderito a Progetto civico Italia e spero che questo porti frutto anche in città. Da questa esperienza mi porto dentro una quantità enorme di attestati di stima. Parole splendide espresse anche in aula a testimonianza del mio amore per la città. Mi porto dentro un’importante esperienza umana di servizio verso il prossimo. Di dedizione. Io comunque non credo mai negli addii, spero possa essere stato solo un arrivederci. Non si sa mai».

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