Palau, stangata sui rifiuti l’opposizione all’attacco
Calcolatrice alla mano, l’ex sindaco Piero Cuccu smentisce l’assessore Abeltino «Per la nuova Tari incremento fino al sessanta per cento, altro che trenta»
PALAU. Si candida a diventare anche quest'anno il terrore dei cittadini. Seppur con un nuovo nome, Tari, la tassa sui rifiuti renderà molto più leggere le tasche dei palaesi. L'assessore al Bilancio, Nando Abeltino, aveva parlato di un aumento generalizzato del trenta per cento. Ma, calcolatrice alla mano, l'opposizione "Palau in movimento" mostra che l'incremento dei costi per le famiglie sarà anche del sessanta per cento.
Gli esempi. Piero Cuccu, il capogruppo della minoranza, parte da un esempio concreto. «Prendiamo una casa di 134 metri quadri in cui vive un nucleo familiare di tre persone – spiega il consigliere di opposizione del Comune di Palau –. Nel 2012 la tariffa Tarsu era di 1,63 euro al metro quadro. La spesa era di 219 euro. La stessa famiglia quest'anno deve pagare 2,65 euro al metro quadro, che in totale fa 355,1 euro. Se poi consideriamo la riduzione di 6 euro all'anno, che dimostra in modo chiaro quanto sia ridicola, la spesa scende a 349,1 euro, ovvero 130,10 euro in più rispetto al 2012. Altro che trenta per cento di aumento. Siamo al 59,4 per cento».
Parte invece dal 31 per cento il salasso per le utenze non domestiche, quindi bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri. Cuccu fa un altro esempio tipo. «Un bar o una pasticceria da 138 metri quadri pagavano, secondo il tariffario Tarsu del 2012, 5,39 euro al metro quadro per un totale di 855,39 euro – dichiara –. Quest'anno, secondo le tariffe volute dall’amministrazione in carica, ne pagherà 8,65 euro per metro quadro. L'importo totale è di 1193,70. Meno la riduzione di 69 euro all'anno, il povero bar dovrà versare 1124,70 euro. Ovvero 269,31 euro in più, pari al 31 per cento».
Riduzione piuma. Non usa mezzi termini Piero Cuccu per definire il metodo usato per stabilire il tariffario della Tari. Sotto accusa anche il peso piuma delle riduzioni. Gli sconti per le utenze domestiche sono calcolati in base al numero dei componenti. Da un minimo di quattro euro per un occupante fino al massimo di sette euro per una famiglia composta da sei persone. Previsto invece uno sconto di 0,50 centesimi al metro quadro per le utenze non domestiche.
«Non capiamo per quale motivo l'amministrazione comunale non abbia previsto delle riduzioni in base al reddito – conclude il capogruppo dell’opposizione in Consiglio, Cuccu –. Cioè, chi meno guadagna meno paga. L'assessore Abeltino sostiene che non si possa fare. Forse voleva dire che “non lo ha voluto” fare. La nuova Tari sarà davvero un salasso per i cittadini. Prevedere delle agevolazioni vere per le famiglie, era il primo impegno che questa amministrazione avrebbe dovuto mantenere. Quattro euro di riduzione su una spesa complessiva di duecento euro sono una presa in giro».
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