La Nuova Sardegna

Olbia

Mediazione fallita: oggi lo sciopero alla Sole di Gallura

Fumata nera in prefettura tra la Cgil e la coop La Fenice Non c’è l’intesa sul pagamento degli stipendi ai lavoratori

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OLBIA. Fumata nera in prefettura a Sassari sul braccio di ferro alla Rsa Sole di Gallura. Fallito il tentativo di conciliazione tra i lavoratori e la cooperativa la Felice, la Cgil ha confermato lo sciopero proclamato per oggi. Annullato però il sit in davanti alla struttura di via Tavolara, che non è stato autorizzato dalla questura. Resterà comunque un presidio dei lavoratori.

La rottura tra i dipendenti e la coop che gestisce la Rsa è legata al mancato pagamento degli stipendi. «Davanti al prefetto – affermano Luisella Maccioni e Lorenzo Porcheddu – della Cgil funzione pubblica – la coop La Fenice non ha proposto alcun tipo di piano di rientro nei confronti dei lavoratori. Così ci troviamo costretti a confermare lo sciopero».

A causare il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori (in qualche caso il ritardo sarebbe addirittura di 11 mesi, salvo acconti) sarebbero delle pendenze ancora inevase tra l’Azienda sanitaria di Olbia e la stessa coop che ha ottenuto l’affidamento in gestione della Rsa Sole di Gallura. In pratica, la Asl tratterrebbe per saldare le spettanze una parte delle somme dovute alla cooperativa che, a questo punto, si troverebbe senza i soldi necessari per pagare gli stipendi ai lavoratori in servizio. Una vicenda contorta che si trascina da tempo e che finisce sempre per pesare sulle spalle dei lavoratori.

«La situazione presentata dalla cooperativa la Fenice ci è parsa da subito molto critica – hanno ribadito i rappresentanti sindacali – avendo rilevato, e come sapevamo, che i debiti nei confronti delle lavoratrici ammontano a molte mensilità. Lo stato di precarietà in cui si trova la cooperativa, a parere nostro, potrebbe mettere in discussione anche i posti di lavoro».

Di fronte a questo rischio, la Cgil aveva tentato la carta della mediazione in prefettura, ma non c’è stato nulla da fare. Le parti restano distanti e così ai lavoratori non è rimasto altro da fare che confermare lo sciopero già proclamato per questa mattina.(red.ol.)

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