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Olbia

LA POLEMICA

«Convegno ignorato dalle scuole»

«Convegno ignorato dalle scuole»

L’iniziativa sull’omofobia: la Tucconi replica alla docente Fiore

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OLBIA. Enza Tucconi, delegata comunale alle Pari opportunità, risponde alla docente Romina Fiore, dell’istituto Deffenu. Una polemica, questa, che si trascina ormai da due settimane, da quando Enza Tucconi aveva accusato le scuole superiori di aver ignorato un convegno sull’omofobia in programma il 17 maggio, rivolto a tutte le classi prime e da lei organizzato insieme a Gaynet e studio di psicologia Panta Rei, con la collaborazione di Maria Paola Curreli, dirigente scolastica nel sassarese e membro Agedo. La docente Romina Fiore aveva però spiegato che le scuole non avevano ricevuto nessun invito ufficiale, ma soltanto una newsletter da parte del Comune, comunque fuori tempo massimo, che elencava tutti gli eventi in programma nei giorni a seguire, dal convegno alla festa di San Simplicio. «È indiscusso che le scuole abbiano avuto delle difficoltà ad organizzarsi per poter partecipare. Probabilmente ricevere un invito 10 giorni prima non è stato sufficiente – spiega Enza Tucconi -. Purtroppo i numerosi imprevisti hanno rallentato la macchina burocratica e non è stato possibile inviare gli inviti tempo prima. Tuttavia, una risposta sarebbe stata gradita». Ma poi la delegata alle Pari opportunità attacca. «Considero grave che il Deffenu abbia permesso ad una sua docente di denigrare l’operato dell’amministrazione comunale, dichiarando pubblicamente che le scuole non sono state invitate e che questa amministrazione avrebbe commesso degli errori a livello psicopedagogico e didattico – dice Enza Tucconi -. Per quanto riguarda l’aspetto logistico, gli inviti sono stati mandati a tutte le scuole superiori via email attraverso l’assessorato alla Cultura, che ha anche ricevuto conferma di ricezione e di lettura». Poi un’altra precisazione: «Per quanto riguarda l’aspetto psicopedagogico e didattico mi sento in dovere di rassicurare tutti gli istituti e i genitori, informandoli che le attività erano state scelte su accurati principi psicopedagogici che non trascuravano l’età dei partecipanti – conclude Enza Tucconi -. Ci tengo a precisare che l’età non è un prerequisito per poter parlare di educazione all’affettività, ma un aspetto su cui modellare l’argomento. I contenuti sono stati scelti dalla psicologa esperta in età evolutiva e specificamente formata sull’argomento. Inoltre, l’incontro con gli studenti era organizzato con supporto psicologico e pedagogico di specialisti del settore, nulla sarebbe stato lasciato al caso». (d.b.)

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