La Nuova Sardegna

Olbia

Nell’asilo di Morgana è tornato il sorriso

Nell’asilo di Morgana è tornato il sorriso

Via Cesti, donazione di giochi e mobili all’Ape Maia frequentato dalla bimba vittima di Cleopatra

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OLBIA. Il grande cuore della solidarietà batte ancora forte. Lo sa bene la titolare del piccolo asilo Ape Maia, in via Cesti, totalmente distrutto dal fango del 18 novembre. «Non avevamo più niente, adesso invece abbiamo tutto. Non smetterò mai di ringraziare chi ci ha aiutato» commenta felice Anna Maria Asara. Ieri mattina la struttura ha infatti ricevuto in dono giochi, mobili, sedie, tappeti morbidi e materiale didattico, per un valore di 12mila euro. Un bel gesto di solidarietà che porta la firma dei Lions cagliaritani e dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro. A fare da tramite è stata invece l’associazione «Volontari liberi di piazza di Spagna», nata all’indomani dell’alluvione e molto attiva durante l’emergenza, animata da decine di cittadini che hanno anche aperto un centro di raccolta nella piazzetta di zona Bandinu.

E la donazione di ieri assume un significato sicuramente particolare. L’asilo Ape Maia era infatti frequentato dalla piccola Morgana, la bimba di appena 2 anni morta insieme alla mamma Patrizia nel fiume di via Belgio. E per questo della donazione si è occupato pure papà Enzo, anche lui parte dell’associazione «Volontari liberi». Il piccolo asilo, dunque, ieri è finalmente tornato a sorridere. «In questi mesi siamo stati aiutati da tantissime persone. E adesso è arrivato l’ultimo grande regalo – spiega la titolare Anna Maria Asara –. L’alluvione è stata una tragedia che purtroppo non dimenticheremo mai. Ma dopo il disastro ho avuto l’opportunità di conoscere persone davvero splendide. Tutta questa solidarietà mi ha riempito il cuore di gioia».

L’asilo Ape Maia, costruito accanto a un piccolo corso d’acqua, è stato uno dei più colpiti in città, con il fango che ha sfiorato i 2 metri di altezza. Un dramma che si è ripresentato nella mente proprio ieri mattina, mentre in città arrivava la notizia della bomba d’acqua su Santa Teresa. Visti la pioggia e l’allerta meteo, le maestre hanno chiuso l’asilo in tarda mattinata. «Il 18 novembre qui dentro ci siamo salvati perché abbiamo fatto andare via i bambini in anticipo – ricorda la Asara –. Da Santa Teresa non stavano arrivando buone notizie, quindi abbiamo chiamato tutti i genitori. Lo abbiamo fatto per una questione di sicurezza, siamo sempre in allerta». (d.b.)

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