La Nuova Sardegna

Olbia

Allagata dai liquami la sede della banda

Un violento nubifragio ha mandato in tilt la rete fognaria nella zona dello stadio Bruno Nespoli

30 luglio 2014
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OLBIA. L’incubo maleodorante sbuca dal sottosuolo. Così adesso la banda olbiese esegue il suo inno della protesta. Ieri sera la sede della Felicino Mibelli, sotto le tribune centrali dello stadio Bruno Nespoli, è stata invasa da acqua sporca e nauseabonda. Liquami che, dopo le forti piogge pomeridiane, sono fuoriusciti da un tombino interno. «Sono le acque che arrivano dal campo e che non riescono a defluire. Guardate in che condizioni dobbiamo suonare» spiega infuriata Giovannina Deiana, componente della storica banda olbiese. Lo scorso 18 novembre la casa della Mibelli, situata oltre un metro sotto il livello stradale, era stata completamente devastata dall’alluvione. E ieri, poco prima delle prove serali, è stata invasa da liquami che hanno bagnato e sporcato il pavimento e reso l’aria irrespirabile. Rimboccate le maniche, alcuni musicisti della banda hanno impugnato scope e stracci e rimosso l’acqua, con l’aiuto anche di piccola una pompa di aspirazione. Inoltre in via Ungheria è anche intervenuta una squadra di vigili del fuoco. «Chiediamo un posto dignitoso dove poter suonare, non sappiamo più come farci sentire – continua Giovannina Deiana -. Noi diamo un servizio gratuito ai ragazzi, non facciamo pagare nulla. E non riusciamo ad avere una sede come si deve. Non è la prima volta che capita tutto questo». Il Comune, lo scorso autunno, aveva messo a disposizione la sala dell’Expo, però molto spesso occupata da mostre e altre iniziative. Così i quaranta musicisti della Felicino Mibelli si trovano costretti a provare le proprie esibizioni, come ieri sera, nella malandata sede ricavata sotto le tribune del Nespoli. «Si deve fare qualcosa, sabato abbiamo un concerto al Corso e siamo in queste condizioni. Ricordiamo anche che l’alluvione qui ha distrutto tutto – conclude Giovannina Deiana -. Abbiamo dovuto buttare tantissimi strumenti e anche numerose divise». (d.b.)

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