La Nuova Sardegna

Olbia

Picchia la compagna, fermato dai vicini

di Guido Piga
Picchia la compagna, fermato dai vicini

Un quarantenne colpisce la convivente polacca a Mare e Rocce: bloccato prima dai residenti e poi arrestato dai carabinieri

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OLBIA. L'ha picchiata in strada. L'ha colpita al viso, più volte. Fino a farle uscire il sangue. Domenica, in pieno giorno, nella zona di Mare e rocce. I residenti si sono trovati davanti a una drammatica lite in famiglia, o, meglio, alla violenza di un uomo sulla propria compagna. L'ennesimo caso a Olbia.

Gli aspetti positivi della triste storia è che i vicini sono intervenuti a difesa della donna, chiamando i carabinieri: che l'hanno poi arrestato. E che le forze di polizia hanno allertato l'associazione Prospettiva Donna e ora la vittima, seppure ferita nel corpo (35 giorni di cure è il referto del pronto soccorso) e più ancora nell'anima, è lontana dall'incubo in cui, secondo le indagini, ha vissuto negli ultimi due anni. Ma per uscirne del tutto, per riprendersi la sua vita, ci vorrà molto aiuto, molta pazienza, tutte caratteristiche che l'associazione possiede.

In manette è finito un 40enne, originario di Alghero ma da sempre residente a Olbia: Marco M., i carabinieri hanno fornito solo le iniziali per tutelare la privacy della sua compagna, una cittadina polacca di 35 anni. Domenica pomeriggio, ha cominciato a picchiare la donna. Senza un perché, posto che un perché non può esserci. Mai. Violenza pura, violenza cui la donna era abituata. Solo che stavolta è uscita dalle mura domestiche, è diventata pubblica. Perché la donna è scappata di casa, in strada, ma è stata inseguita dal compagno, che ha continuato a colpirla. Urla, insulti, colpi, sangue. Il vicinato ha sentito tutto, visto tutto, e non ha fatto finta di niente: sembrerebbe scontato, ma, secondo l'associazione Prospettiva Donna, non sempre avviene così e questo, finalmente, è un bel segnale.

I vicini hanno cercato di bloccare l'uomo, ma non è servito a molto. Perché una volta rientrati dentro casa, l'uomo ha ripreso quello che aveva solo dovuto interrompere. E giù botte. I vicini hanno chiamato il 112, e i carabinieri hanno fermato l’uomo: arrestato. Ieri, difeso dagli avvocati Giampaolo Murrighile e Antonio Fois, ha evitato i domiciliari: il giudice gli ha imposto di non avvicinarsi alla compagna.

Poi è scattato quello che Patrizia Desole, presidente di Prospettiva Donna, chiama il lavoro di rete: «Prima i vicini, poi le forze di polizia e i medici, infine noi: è questo il modo migliore per aiutare le donne vittime di violenza - spiega -. I casi sono in aumento, e noi siamo sempre presenti grazie al lavoro delle nostre volontarie e dell’avvocato che seguirà il caso, Ivano Iai. Ma è evidente che serve una svolta culturale: non è più tollerabile che le donne vengano maltrattate dai rispettivi partner».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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