La Maddalena, è allarme per gli ibridi di cinghiale
Sono diventati troppi, il sindaco Comiti scrive anche al ministero dell’ambiente «Predano specie endemiche e rare, sinora le catture sono state insufficienti»
LA MADDALENA. Il proliferare ormai incontrollato degli ibridi di cinghiale sulle isole di La Maddalena e Caprera, ha spinto il sindaco Angelo Comiti a inviare una lettera al ministro dell’ambiente, all’Ispra ed agli enti preposti, come il Parco dell’arcipelago, per metterli al corrente dei crescenti danni ambientali e dei rischi alla pubblica incolumità determinati dalla presenza dei suini selvatici. «I primi individui di cinghiale – scrive – vennero introdotti clandestinamente nell’arcipelago a partire dagli anni 80. Da allora si sono riprodotti indisturbati per almeno un ventennio, dando vita ad una popolazione ibrida di cinghiale-maiale. L’esiguità di territorio disponibile sta determinando la predazione, da parte degli ibridi, di specie endemiche e rare, sia animali che vegetali, quali il Discoglosso sardo, la Natrice viperina, le numerosissime orchidacee presenti e altre».
Angelo Comiti è piuttosto chiaro quando afferma che «gli interventi effettuati dal Parco della Maddalena negli ultimi anni per contenere il numero di esemplari attraverso l’abbattimento con fucile e la cattura sono insufficienti. La problematica ha peraltro raggiunto un livello di criticità tale da far ritenere improrogabile l’individuazione di una strategia per una soluzione incisiva e duratura. Ecco quindi che bisogna stabilire le deroghe ai divieti che consentano eventuali prelievi faunistici ed eventuali abbattimenti selettivi, necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati dal Parco». E cita la legge quadro del 1991 sulle aree protette, che prevede appunto eventuali deroghe ai divieti (nei parchi sono vietate la cattura, l'uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali) consentendo quindi prelievi faunistici e abbattimenti selettivi, necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati dall'Ente Parco. Prelievi e abbattimenti che «devono avvenire per iniziativa e sotto la diretta responsabilità e sorveglianza del Parco ed essere attuati dal personale dell'ente o da persone espressamente autorizzate dallo stesso».
Il sindaco ricorda anche che, a venti anni dall’istituzione del Parco dell’Arcipelago della Maddalena, il regolamento non è ancora stato approvato e che, attualmente non risulta neppure un censimento ufficiale della popolazione di ibrido di cinghiale nelle varie isole. Così si rifà alle linee guida dell’Ispra per chiedere «che venga definito, in tempi brevi, un percorso istituzionale che consenta di arrivare all’eradicazione della specie nell’arcipelago». (a.n.)
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