Lo skate park è un rifugio per sbandati

La struttura del parco Fausto Noce inaugurata nel 2011 è preda di vandali e tossicomani. E c’è chi ci dorme la notte

OLBIA. “Ollie”, “fliptrick”, “grab”: sono i nomi di alcune delle acrobazie dello skate, la spettacolare disciplina di origine californiana che consente ai suoi spericolati cultori di surfare con una tavola a quattro ruote. Evoluzioni che sono niente rispetto a quella, incredibile, dello skate park costruito nel 2011 all’interno del parco Fausto Noce e ora completamente nelle mani di giovanissimi sbandati e di tossicomani. Quello che era divenuto un punto di riferimento per gli appassionati, in breve tempo e con un salto a suo modo spettacolare ma che non strappa l’applauso, è divenuto uno dei simboli del degrado. Addirittura rifugio notturno di senzatetto.

Una struttura, quelld i via Fausto Noce, costata un bel po’ di quattrini pubblici ma pensata per dare una valvola di sfogo ai giovani praticanti, cui il codice della strada fa divieto di sfrecciare su asfalto e marciapiedi, è ridotta a un pericoloso immondezzaio. Da un paio di anni una gang di adolescenti ha cominciato a danneggiare le particolari rampe, alcune delle quali risultano sfondate, fatte a pezzi o presentano spuntoni con chiodi che ne rendono impossibile l’uso. La mazzata l’ha data l’alluvione del 18 novembre, ma il degrado era già cominciato da tempo. Tanto che il gruppo che la utilizzava e che aveva anche creato una scuola per i giovanissimi che volevano imparare, si è progressivamente spostato altrove per allenarsi. Sulla grande rampa sulla sinistra dell’impianto, il funbox, sfondato sulla parte superiore, qualcuno ha aperto dei varchi e all’interno ha posizionato dei materassi: la notte c’è chi dorme dentro quello che un tempo era uno skate park. E c’è chi utilizza l’area per fumare sostanze stupefacenti. E all’interno sarebbe stata rinvenuta anche delle refurtiva.

Dappertutto rifiuti di ogni genere, tra essi anche flaconi di metadone. Qualcuno ha staccato i pezzi delle rampe per gli skate e li ha assemblati in maniera da utilizzarli per fare acrobazie con le biciclette. Lo skate park rimane piuttosto riparato da sguardi indiscreti e questo ha consentito ai vandali e ladri di aprirsi dei varchi verso le strutture sportive adiacenti: il campo di calcio dell’Atletico Olbia, che ha subito diversi furti, per lo più di piccola entità come ad esempo bibite, ma che non possono lasciare tranquillo un club che lavora con i bambini; e la pista per l’atletica del “Caocci”. Dopo l’ennesima incursione negli spogliatoi e i danni alle attrezzature, evidentemente procurati da ragazzini, l’allarme lanciato dalle società sportive che la utilizzano aveva spinto un’istituto di vigilanza privato a regalare loro un avanzato sistema di allarme collegato ventiquattro ore su ventiquattro con la centrale.

Gli skater per cui era stata costruita sino a qualche mese fa hanno provato a riparare i danni, che però sono ormai di entità tale da richiedere ben altro genere di interventi. Ormai non si tratta solo di rimettere insieme i cocci, siamo di fronte a un problema sanitario e di ordine pubblico che l’amministrazione dovrebbe prendere in considerazione. Cominciando a chiudere la struttura togliendola a chi le acrobazie le fa con la propria vita.

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