La Nuova Sardegna

Olbia

Guerra del Cipnes, Nizzi ricorre al Tar

di Enrico Gaviano
Guerra del Cipnes, Nizzi ricorre al Tar

L’ex presidente si oppone al decreto di revoca della delega firmato dal commissario della Provincia, Giovanni Carta

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OLBIA. Al Cipnes le sorprese non finiscono mai. L’attenzione sembrava ormai rivolta alla convocazione del cda che deve designare il nuovo vertice del Consorzio. Ma a sparigliare le carte è arrivato il ciclone Settimo Nizzi. Il presidente decaduto dopo i decreti di annullamento, firmati dal commissario Giovanni Carta, di nomina a rappresentante della provincia, ha deciso infatti di fare ricorso al Tar Sardegna. Una mossa inattesa, visto che il deputato di Forza Italia, dopo la decisione del commissario della provincia, aveva comunicato di accettare la revoca ed era anche andato alla sede Consorzio a salutare i dipendenti, ringraziandoli per la collaborazione in questi anni. Nizzi è stato presidente del Cipnes sin dal 2008, con due brevi interruzioni in cui a colpi di ricorsi e carte bollate, era stato disarcionato dalla poltrona di comando prima da Ninni Chessa e poi da Pietrina Murrighile. Sta di fatto che, l’esponente forzista deve averci ripensato e ora ha presentato un circostanziato ricorso al Tribunale amministrativo regionale chiedendo intanto la sospensiva del la revoca firmata da Giovanni Carta e quindi il suo annullamento. Al Tar la vicenda verrà discussa entro la fine del mese. Al fianco di Nizzi si è schierata anche Patrizia Bigi, anche lei colpita dal provvedimento di revoca del commissario straordinario della provincia Olbia-Tempio, nella sua qualità di rappresentante degli imprenditori insediati nell’area industriale.

Lungi quindi dall’essere vicina alla conclusione, la battaglia per il Consorzio è sempre apertissima. Nizzi non ha spiegato i motivi che lo hanno portato a questa scelta. «Non commento per ora – dice il deputato di Forza Italia – , parlerò più avanti».

Il ricorso, presentato dall’avvocato Giuseppe Lungheu, farebbe leva sulla mancata osservanza dei procedimenti per la revoca di Nizzi come delegato della provincia. Una nomina che era stata fatta dall’allora presidente della provincia Fedele Sanciu, poi decaduto con voto dell’aula consiliare. A seguire, poi , c’è stato il commissariamento dell’ente Provincia che ha creato una situazione abbastanza anomala: la provincia non c’è più ma c’è il rappresentante della provincia all’interno del Cipnes. A confondere ulteriormente le cose c’è stato anche il fatto che Settimo Nizzi era stato riconfermato in quel ruolo dal primo commissario straordinario dell’ente, Francesco Pirari, poi decaduto per mancanza di titoli. Alla fine, Giovanni Carta ha prima revocato le nomine dei due rappresentanti nel cda del Cipnes di competenza della Provincia, poi ha anche comunicato a Nizzi di aver accettato le dimissioni che a suo tempo l’esponente di Forza Italia aveva presentato a Francesco Pirari, sottolineando che tutti gli atti firmati sino a quel momento dal presidente del Cipnes erano validi. Un escamotage che sembrava aver tagliato la testa al toro. Ma, evidentemente, Nizzi di lasciare la poltrona con vista mare a Cala Saccaia, centro di potere straordinario nel nord est della Sardegna, non ha alcuna intenzione.

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