All’Ipia la prima tappa di “Io non rischio”
La campagna di sensibilizzazione avviata dalla protezione civile coinvolge tutte le scuole cittadine
OLBIA. Si parte da una domanda. «Se dovesse salire il livello del fiume, come vi comportereste?». La platea di giovani studenti si interroga e qualcuno dà la risposta giusta. «Dovete subito raggiungere i piani alti, non scendete mai per strada. È lì che si crea il caos».
La campagna informativa «Io non rischio» è approdata anche nelle scuole. Ieri l’assessore comunale alla Protezione civile, Ivana Russu, ha indossato i panni della paziente professoressa per spiegare ai ragazzi che in caso di alluvione il cittadino è il primo soccorritore di se stesso. Per avviare la campagna è stato scelto l’istituto Ipia di via Emilia, il più colpito dalla tragedia del 18 novembre. Man mano verranno raggiunte le scuole elementari, medie e superiori.
Consapevolezza. Ivana Russu arriva subito al dunque: «Dobbiamo imparare a convivere con il rischio alluvione. E per questo dobbiamo conoscere le norme di prevenzione e di comportamento». Poi spiega il motivo. «Il 18 novembre erano 20mila le persone in pericolo, mentre la protezione civile aveva 150 uomini, forze dell’ordine incluse – continua -. Non ci sarà mai un soccorritore a persona e per questo bisogna imparare ad autoproteggersi». Così il Comune ha avviato la campagna «Io non rischio». Un progetto che si basa su lezioni nelle scuole e distribuzione di materiale informativo, ma anche sulla creazione di una fitta rete di comunicazione che coinvolge innanzitutto il mondo dei social, da Facebook a Twitter. Dallo scorso agosto, è possibile scaricare la app «Flagmii» sul proprio smartphone.
Cosa fare. Nell’opuscolo distribuito dalla Protezione civile c’è tutto ciò che serve sapere. «Nel momento in cui viene comunicata l’allerta tutti dobbiamo sapere come comportarci» spiega l’assessore. Durante l’allerta, per esempio, evitare di dormire e soggiornare nei piani seminterrati. In caso di alluvione, invece, è bene non uscire di casa e non scendere nelle cantine per mettere al sicuro i beni. Raggiungere quindi solo i piani alti. E poi: non usare l’ascensore, aiutare gli anziani e se ci si trova all’aperto allontanarsi immediatamente dalle zone allagate, evitare ponti, argini e sottopassi. «Abbiamo anche individuato un piano con tutte le aree di accoglienza in caso di evento catastrofico.
Informazione completa. Ma la campagna avviata dall’assessorato alla Protezione civile fornisce informazioni non solo sulle norme di comportamento. Spiega per esempio cosa sia un’alluvione, quanto si può prevedere, cosa si può fare per ridurre il rischio e come funziona l'intero sistema della protezione civile. Più avanti, nelle scuole, si svolgeranno delle prove di evacuazione. Nel frattempo gli uomini della protezione civile stanno seguendo mirati corsi di formazione. La campagna «Io non rischio», dopo la giornata di ieri all’Ipia, domani coinvolgerà gli studenti dell’Ipaa. (d.b.)
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