Strade pericolose per i cicloamatori: troppi morti e feriti
Quelle della Gallura sono strade a rischio per i ciclisti. Il 28 settembre scorso, sulla Arzachena-Olbia, venne travolto è ucciso un cicloamatore, Primo Visani di 70 anni, un turista di Imola. L’uomo,...
Quelle della Gallura sono strade a rischio per i ciclisti. Il 28 settembre scorso, sulla Arzachena-Olbia, venne travolto è ucciso un cicloamatore, Primo Visani di 70 anni, un turista di Imola. L’uomo, appassionato della bici, stava completando il solito giro di allenamento che lo aveva portato da San Pantaleo, dove risiedeva per diversi mesi l’anno, nel nord della Sardegna quando venne investito dall’utilitaria condotta da un vecchio tassista, un pensionato di 86 anni che non si era reso conto d’avere davanti alla sua Panda un ostacolo. Nel giugno 2013 identica sorte toccò a un appassionato ciclista originario di Sassari, Bruno Meloni di 66 anni, residente da tempo a Olbia, il quale si era scontrato frontalmente con un’auto sulla rotatoria alla periferia est di Arzachena. L'uomo seguiva da esterno il campionato europeo master di ciclismo che si svolgeva su un circuito stradale della Gallura, e mentre percorreva lo stesso tragitto dei ciclisti professionisti si era scontrato con un’auto nell’affrontare la rotatoria alla periferia del centro gallurese. Anche in quel caso fu inutile l’immediato l'intervento del 118. Le due morti e l’investimento di sabato nel quale sono rimasti feriti i tre ciclisti olbiesi confermano, ancora una volta, la pericolosità delle strade galluresi, statali o provinciali, per quanti le percorrono in bicicletta. Gli spazi di manovra sono inesistenti, non esistono le piste ciclabili e le cunette sono impercorribili. (g.p.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google