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Olbia

Bambini e radiazioni, ecco i giusti percorsi

L’Imaging pediatrico al centro di un corso. Murru: meno dosaggi e tecniche diagnostiche di qualità

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OLBIA. «Il bambino non è un piccolo adulto. E per questo bisogna proteggerlo e tutelarlo. Utilizzando con lui tecniche diagnostiche di alta qualità ma diminuendo i dosaggi». Si è partiti da questo concetto per parlare di “Imaging pediatrico” al convegno organizzato dal dipartimento di Radiologia del Giovanni Paolo II. Un incontro dedicato al pediatra e al radiologo dell’adulto, al quale hanno però partecipato anche medici di medicina generale, infermieri, tecnici, cardiologi, ginecologi e altri specialisti.

A illustrare il tema e a far capire in che direzione bisogna muoversi è stata Flora Maria Murru, spcialista in radiologia pediatrica all’istituto per l’infanzia Burlo Garofalo di Trieste (uno dei pochi materno-infantili che ci sono in Italia) e che da un anno è stata “prestata” alla radiologia dell’ospedale olbiese. «La volontà - ha detto la Murru - è quella di creare una comunicazione diretta tra radiologo e pediatra sui percorsi diagnostici da attuare nei confronti del bambino: ovvero, lavorare insieme per ottenere una buona diagnosi con gli strumenti giusti. Gli stessi strumenti all’avanguardia di cui dispone l’ospedale di Olbia, ma che devono essere utilizzati con un’attenzione maggiore quando si tratta di un bambino. Al radiologo dell’adulto, in questo caso, deve essere dato un orientamento per fare una buona radiologia pediatrica nella normalità. Mentre di fronte a patologie rare, il bambino deve essere indirizzato in un centro specializzato».

Più che soddisfatto della riuscita del corso, Vincenzo Bifulco, primario della radiologia del Giovanni Paolo II. «Assistere a una risposta così massiccia da parte di medici, tecnici e infermieri, dimostra quanto l’aggiornamento sia una parte fondamentale del nostro lavoro. E proprio il dialogo e il confronto contribuiscono in maniera forte ad accrescere competenze e professionalità per offrire un miglior servizio all’utenza. Accanto a queste occasioni che coinvolgono tutti gli operatori della sanità, nel nostro reparto va avanti costantemente la formazione interna a numero chiuso». (s.p.)

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