Loddo: scippo al Dettori
Il sindaco di Calangianus sul caso del centro trasfusionale
TEMPIO. L’intervento del direttore dellA Asl Giovanni Antonio Fadda, contro Sandro Grussu, segretario provinciale del Cimo e Giorgio Chiarelli, sindacalista della Cgil, medici nell’Unità operativa di Nefrologia e Dialisi del Dettori, (che avevano denunciato l’ormai imminente trasferimento, da Tempio a Olbia, dell’attrezzatissimo Centro trasfusionale del Dettori), tacciandoli per questo “di falsità e allarmismo”, ha provocato una levata di scudi a difesa dei due professionisti.
Il primo ad intervenire è stato il sindaco di Calangianus, Giomartino Loddo che sarcasticamente, fa notare al direttore Fadda che la sua risposta contro i due medici, «altro non fa, che confermare, dotandola di date e numero di delibera regionale, quanto Grussu e Chiarelli avevano creduto opportuno dire alla gente. Non per creare allarmismo - dice - ma semplicemente per denunciare l’ennesimo scippo a danno del Dettori e metter in guardia i cittadini dell’alta Gallura, dell’Anglona e della bassa valle del Coghinas».
Il sindaco di Calangianus critica anche il tipo di comunicazione utilizzato, «fermo restando - prosegueLoddo -, il mio rispetto per i vertici dell’Azienda anche se ci separa il diverso modo di vedere le cose e l’idea di riorganizzazione della sanità in Gallura».
« L’intervento ripetitivo e scontato del direttore generale -, scrive, invece, in una breve nota Sandro Grussu -, non stupisce più di tanto essendo ormai abituati a questa solfa. Il tono dogmatico ed esageratamente alto nei toni, assunto dal direttore, è quello tipico di chi capisce di essere stato colto ancora una volta con le mani nella “marmellata”, alias nel “Paolo Dettori” che si continua impunemente a scippare. Resta come unica consolazione il fatto che la sua dirigenza sia arrivata al termine e la speranza che il sostituto sia più lungimirante ed aperto». «Con magra consolazione -, dice infine Giorgio Chiarelli -, apprendo dal mio direttore generale (anche se dallo stesso su questa notizia sono stato tacciato di falsità), che la segnalazione del mio sindacato era fondatissima e preoccupante. Quello che non capisco nella delibera regionale, che sancisce il trasferimento da noi denunciato, è perché la giunta regionale continui a sbilanciare il territorio della Gallura verso Olbia a discapito di Tempio».
Scettico il medico anche sui “grandi risparmi” che la decisione comporterebbe. «Lo spostamento infatti, oltre i disagi e i pericoli già detti, provocherebbe la rottamazione di strumenti di ultima generazione, costati alla comunità soldi veri».
Critico infine, Giorgio Chiarelli sul mancato rispetto delle professionalità «che con dati reali alla mano, hanno fatto del centro trasfusionale di Tempio, uno dei migliori centri della Sardegna. Per vederlo ridotto oggi da menti miopi -, conclude - ad un semplice centro di raccolta».
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