La Cgil: la nostra Asl non si tocca
Spano e Maccioni: «Difendiamo l’autonomia ma basta con le spaccature»
OLBIA. Sulla riforma della sanità e, quindi, sull’accorpamento delle Asl della Sardegna in 5 distretti, la Cgil parla del dibattito in corso e lancia un messaggio chiaro. «Non è il momento di spaccare il territorio. Possiamo capire i sindaci e le loro azioni di autodifesa, ma quel che conta adesso è solo la compattezza».
In base alla riforma, per la Gallura è previsto l’accorpamento con la Asl di Nuoro con l’individuazione di due poli: uno (Nuoro) come punto di riferimento per la sanità pubblica, l’altro (Olbia) come polo di alta specializzazione privato con l’apertura dell’ex San Raffaele. «Ma noi non ci stiamo - scrivono il segretario confederale gallurese Fabio Spano e la segretaria territoriale della Funzione Pubblica Luiselle Maccioni -; siamo contrari allo smembramento delle aziende sanitarie ma, in ogni caso, la nostra non si deve toccare».
Secondo i rappresentanti della Cgil, «è importante più che mai rivendicare la nostra autonomia e poi (se sarà necessario) si passerà eventualmente ad altre azioni. Non solo. Noi dobbiamo avere la capacità di integrare pubblico e privato. Eravamo stati buoni profeti, quando dicevamo che la sanità in Gallura non si risolve solo ed esclusivamente con le iniziative private (anche se importanti), e che bisognavana interrogarsi sul destino della sanità pubblica. Sostenevamo che bisognava cominciare a ragionare attorno a un patto che mettesse al centro di tutti soggetti politici, sindacali e sociali la centralità della salute con la difesa della Asl gallurese contro i tagli ragionieristici della giunta; riproponevamo quindi con forza l'unità territoriale e la necessità di un autogoverno della Gallura anche nella sanità ,rinforzando l'idea della necessità di un distretto gallurese non solo sanitario ma anche politico. Oggi tutto ciò decade e quindi riteniamo necessario che l'indignazione, rappresentata in questi giorni da numerosi sindaci della Gallura, si concretizzi in iniziative politiche di confronto con tutti gli attori interessati alle proposte di riforma. Da parte nostra ci attiveremo da subito con mobilitazioni mirate alla difesa della Asl. E da qui che deve partire una nuova storia. Una storia che deve essere fatta di proposte fattibili che ridiano respiro al Servizio Sanitario Regionale e quindi al Servizio Sanitario Gallurese. Il ragionare sulla destinazione di Tempio e l’individuare per l'ospedale della Maddalena il dipartimento unico con l'istituzione di un forte presidio di primo intervento, è parte fondamentale della nostra iniziativa. Quindi: partire dalle criticità per trovare soluzioni e non rassegnarsi alla perdita dei livelli assistenziali che, in ogni caso, ci siamo conquistati. Allora è dal Paolo Dettori che vogliamo partire, perché attorno al "mantenimento o alla chiusura" del presidio tempiese si sta giocando, a nostro modo di vedere, non solo la presenza dell'ospedale ma anche e soprattutto il futuro del nuovo assetto "geopolitico" della Sardegna e quindi della Gallura. Non capiamo, proprio in un’ottica "gallurese" il cianciare su ipotetici passaggi della sanità della Alta Gallura verso Sassari e non sono comprensibili le proposte di una qualità migliore dei servizi sanitari estendendosi verso territori che hanno rispondenze diverse dalla Gallura».
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