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Rete stradale, il Comune ora batte cassa

Rete stradale, il Comune ora batte cassa

Calangianus, pagheranno una tassa di concessione società come Abbanoa, Telecom ed Enel

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CALANGIANUS. È stato esaminato e approvato all’unanimità – presentato da Antonino Corda, assessore al Bilancio – il regolamento comunale per l’applicazione del canone patrimoniale non ricognitorio. Dietro parole che sanno di burocratese, una notizia che potrebbe avere una certa importanza per le prossime entrate comunali. «Il canone non ricognitorio – ha spiegato Corda- è una entrata patrimoniale che non graverà direttamente sui cittadini, bensì va estesa al business delle aziende che utilizzano il suolo pubblico. Vari Comuni hanno già adottato un proprio regolamento che dispone sia stabilita dall’ente proprietario della strada per l’uso o l’occupazione delle strade e delle loro pertinenze». «Perché – ha continuato Corda – gli enti locali vista la continua diminuzione di risorse trasferite dallo stato centrale sentono sempre più la necessità di avere nuove entrate certe annuali per programmare opere e garantire i servizi necessari. Per attuare tali regolamenti sappiamo che alcuni Comuni hanno emesso i correlativi avvisi di pagamento nei confronti delle imprese che gestiscono servizi a rete, prevedendo nei propri bilanci le corrispondenti entrate correnti, spesso di entità non esigue. Noi ci accingiamo a iniziare questo nuovo percorso ed era necessario dotarci degli strumenti necessari».

In sintesi, si vuol far pagare una tassa a società come Abbanoa, Telecom ed Enel, che usufruiscono della rete stradale, per offrire servizi alla cittadinanza e che hanno avuto dal Comune la concessione per utilizzare il sottosuolo comunale. «Il Consiglio di Stato – ha aggiunto Corda – si è già espresso sulla legittimità della tassa». Il sindaco Gio Martino Loddo ha informato, dopo il voto favorevole dei consiglieri, che «l’ufficio tecnico dovrà quantificare i metri lineari dell’estensione delle varie reti e poi passare i dati a chi stabilisce i contributi da esigere. Non sarà una cosa immediata ma occorreva muoversi in questa direzione come già fanno altri Comuni». (p.z.)

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