Allarme del comitato anti eolico: «Mini impianti diffusi in Gallura»

Luogosanto, un gruppo di cittadini contesta la massiccia diffusione delle pale sul territorio «Si tratta di aerogeneratori di trenta metri che sfuggono alle norme paesaggistiche e ambientali»

LUOGOSANTO. Il proliferare delle “mini” pale eoliche nel territorio gallurese ha portato alla costituzione di un comitato di tutela ambientale, il “No a Li Pali” che ha tenuto la prima riunione di soci e simpatizzati a Luogosanto. Ne è scaturito un approfondito esame della situazione e si è stabilito di inviare a tutti i comuni galluresi una petizione per la raccolta delle firme di cittadini e associazioni per bloccare quella che sta diventato una vera e propria rete di aerogeneratori che, stando alle attuali normative ambientali, paesaggistiche e urbanistiche sfuggono ad ogni controllo, non essendo incluse tra quelle che necessitano del Via (valuitazione di impatto ambientale), ma per essere imnstallate basta soltanto una notifica al Comune dove l’azienda intende piazzare l’erogeneratore. È già accaduto a Luras, Calangianus, Luogosanto e in zone del Comune di Tempio, alle cui amministrazioni gli aderenti al comitato “No a Li Pali”, sostenuto con fermezza da Leo Rescigno (che è anche il portavoce del comitato) – hanno inviato richieste (per la norma della trasparenza) di informazioni ottenendo risposte fumose o evasive. Da qui la decisione di andare avanti con la protesta popolare e raccogliere le firme da inviare alla Regione Sarda.

«In teoria si tratterebbe – spiega in un documento Leo Rescigno – della installazione di mini impianti eolici ideati per fornire sostegno energetico per singole aziende agricole e un beneficio ambientale per la Terra, nella realtà sono diventati uno strumento speculativo per aggirare la legge. Nel maggio del 2014 è stato effettuato il sequestro preventivo di una serie di mini-aerogeneratori, con potenza di poco inferiore a 60 Kw nelle campagne di Villanovaforru, Sanluri e Sardara, ma il fenomeno è molto più ampio e interessa tutta la Sardegna per non parlare del sud Italia. Dai dati Simeri ( Sistema italiano monitoraggio energie rinnovabili), gestito dal Gse, si evince che nell'Isola l'energia complessiva, generata da impianti di energie rinnovabili è del 18,9% ( dati 2011), numero superiore all'obiettivo regionale del 2020 (Decreto Burden Sharing) di 17,8%. Ma i disagi per i cittadini non diminuiscono con l'eolico. Che, proprio per gli sbalzi naturali di produzione, provoca frequenti congestioni alla rete elettrica tanto da non poter utilizzare questa energia. In altri casi, le pale non vengono attivate completamente (il parco eolico di Aggius funziona solo al 25%. Nel frattempo i produttori hanno comunque diritto al saldo per l'energia che, teoricamente, avrebbero prodotto, e questi costi si scaricano sulle bollette che paghiamo tutti noi. Oltre al duro colpo per le zona ad alto valore paesaggistico, che basano buona parte della loro economia sul turismo all'aria aperta e sulle produzioni agroalimentari».

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