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Olbia

Il vecchio mercato è ora un suk

La strada del vecchio mercato civico è sempre più simile a un suk. In via Acquedotto ormai si contano più insegne in arabo che in italiano. È il segno dei tempi. Da anni, ma soprattutto negli ultimi...

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La strada del vecchio mercato civico è sempre più simile a un suk. In via Acquedotto ormai si contano più insegne in arabo che in italiano. È il segno dei tempi. Da anni, ma soprattutto negli ultimi dieci, il centro storico di Olbia ha subito una metamorfosi multietnica. Da piazza Regina Margherita a piazza Crispi, passando per via Regina Elena e via Acquedotto le attività di kebab hanno soppiantato le pizzerie al taglio. E anche i bazar che vendono di tutto e di più sono gli unici esempi di piccola distribuzione rimasti a fare concorrenza ai grandi centri commerciali. E poi ci sono le strade interne di via Vittorio Veneto e quelle del centro storico, i cui residenti sono ormai in netta maggioranza stranieri, anche se spesso sono costretti a dividere minuscoli appartamenti. Proprio come ha denunciato ieri il sindaco Gianni Giovannelli nella sua prima visita alla moschea. Infine c’è Via Tavolara, che è sicuramente il simbolo della nuova pelle di Olbia, della città multirazziale che oltre 70 etnie diverse. C’è la macelleria islamica, dove ovviamente non è in listino la carne di maiale. E soprattutto c’è la moschea, che la comunità vorrebbe sopraelevare per fare in modo che i tantissimi fedeli possano trovare ospitalità al suo interno. Anche ieri, per esempio, erano assiepate più di 300 persone e molte hanno dovuto assistere dall’esterno (e sotto un sole cocente) proprio per mancanza di spazio. (al.pi.)

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