Il vescovo: «Censiremo tutti i locali da dare ai migranti»

OLBIA. Avant’ieri i parrocci della Gallura, tutti pronti (a certe condizioni) ad accogliere i profughi e i migranti, dopo l’appello del Papa. Ieri, a tirare le fila, è arrivato il messaggio del...

OLBIA. Avant’ieri i parrocci della Gallura, tutti pronti (a certe condizioni) ad accogliere i profughi e i migranti, dopo l’appello del Papa. Ieri, a tirare le fila, è arrivato il messaggio del vescovo di Tempio Ampurias.

A prendere la parola è monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo della diocesi nel cui vasto territorio ci sono 52 parrocchie.

«All'indomani dell'appello di Papa Francesco - spiega il monsignore - abbiamo avviato una procedura di censimento delle strutture che rientrano nelle disponibilità della diocesi che ci consenta di garantire un nuovo servizio, senza però sospendere le varie attività delle parrocchie».

Un lavoro certosino, dunque, che impegnerà le parrocchie nelle prossime settimane. «Siamo alla ricerca di spazi nelle nostre disponibilità che però siano liberi e non utilizzati nelle attività parrocchiali, perché non tutte le parrocchie hanno disponibilità di spazi liberi che possano esser utilizzati per questo motivo - spiega monsignor Sanguinetti -. Una volta che avremo un'idea organica delle disponibilità, penso tra una, due settimane, saremo in grado di accogliere i migranti che avranno bisogno. Anche perché, trovati i locali, attraverso il volontariato, che da noi è molto radicato, riusciremo a dare risposte concrete a chi in questo momento si trova in difficoltà e dovesse avere bisogno di noi».

Insomma, la Gallura si muove dopo le parole del Papa. Anche se tutti, a cominciare dal vescovo, vogliono ovviamente fare le cose per bene. Prima bisognerà trovare i locali per ospitare i migranti; poi bisognerà capire dallo Stato quali migranti, e quando, potranno arrivare in Gallura.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes