Demolizioni degli abusi, il Comune salva 8 edifici
Lunedì il consiglio comunale delibera l’acquisizione di alcune costruzioni che potranno essere utilizzate per case d’accoglienza, unità abitative e archivi
OLBIA. La ruspa del comune di Olbia è pronta a demolire una serie di immobili abusivi che sono stati acquisiti al patrimonio indisponibile del comune di olbia. altri, invece, pur essendo frutto di abusi edilizi, saranno salvati e utilizzati per diversi fini dall’amministrazione comunale. Prima di tutto gli edifici che scamperanno la demolizione potranno essere sede di depositi, archivi ma anche , in caso di appartamenti, poter essere utilizzati per famiglie e persone indigenti, mettendo una pezza alla fame di case che c’è anche a Olbia.
L’argomento è uno dei punti all’ordine del giorno del consiglio comunale in programma lunedì pomeriggio nell’aula di Poltu quatu. E’ un atto dovuto e di buona amministrazione ai sensi e per gli effetti della legge regionale dell’agosto di quest’anni che sul punto prevede che se entro 120 giorni dalla sua pubblicazione sul Buras non procediamo all'approvazione in Consiglio, il Dirigentedel settore urbanistica è costretto a firmare le ordinanze di demolizione.
Secondo la delibera che verrà sottoposta lunedì ai consiglieri comunali, si procederà al mantenimento della grandissima parte degli edifici interessati dalla possibile mannaia della demolizione. Gli immobili acquisti al momento sono 19 più altri 5 su cui però, al momento, non si può far nulla perché su dui loro pende ancora il giudizio del Tar a causa del ricorso dei proprietari degli edifici contro l’ordinanza di demolizione.
Il cammino verso l’atto finale con l’arrivo delle ruspe è iniziato nel 2012, quando una conferenza di servizi aveva dato il parere sulla necessaria demolizione di sette opere abusive e il mantenimento di altri che poi potevano essere utlizzati dal comune di Olbia per vari scopi. Il secondo passaggio risale l’esame compiuto dalla commissione urbanistica nel novembre dello scorso anno che aveva individuato fra le superstiti 12 opere, otto che possono essere mantenute perché non contrastano con rilevanti interessi urbanistici o ambientali e perché sussiste l’interesse pubblico alla loro conservazione e utilizzazione per usi sociali come case d’accoglienza, o per il soddisfacimento dell’elevato fabbisogno abitativo o, ancora per utilizzazione come archivio o deposito comunale.
Gli edifici che si salveranno si trovano sparsi in città e anche a Cugnana. Lunedì il consiglio comunale darà il parere finale che non potrà che essere positivo, visto il passaggio precedente in commissione consiliare. Per gli altri edifici, in città e anche fuori fra cui anche a Portisco e Rudalza, il destino è segnato: verranno demoliti. (en.g.)
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