Nel quartiere fantasma niente più ponti e strade
Dall’ultima alluvione, lo scorso ottobre, centinaia di famiglie sono isolate Abbattuti i due passaggi sul rio Gadduresu, le vie sterrate sono impraticabili
OLBIA. C’è un’altra parte di Olbia che si sente, che è, isolata dal resto dalla città. È la parte alta di via Barcellona, nell’area delle vie dei santi. Via Sant’Elena e via Santa Chiara sono tagliate a metà. I due ponti sul rio Gadduresu che le univano a via Barcellona sono stati abbattuti nei giorni dell’alluvione del 1 ottobre, e non ricostruiti. E così i residenti, alcune decine, sono costretti a fare un giro lungo per accedere alla strada principale per andare verso il centro città, o nelle altre destinazioni. Con le loro auto devono passare in un lotto inedificato, e trasformato in una scorciatoia, poi sono obbligati a passare in una via parallela, via San Michele, l’unica completamente percorribile. Anche se il fondo stradale, sterrato, è in pessime condizioni: pieno di buche, mette a dura prova le sospensioni delle macchine.
«Capiamo che durante l’alluvione è stato necessario demolire i due ponti sul fiume per evitare che si trasformassero in pericolose dighe – spiegano – ma ormai è passato più di un mese e noi siamo costretti a vivere una situazione di disagio. Non possiamo spostarci liberamente».
In via Sant’Elena, che si inoltra da via Barcellona verso la campagna, fino alla tangenziale di Olbia, c’è la situazione più delicata. Da lì, per raggiungere via Barcellona, c’è un percorso a ostacoli: si passa in una scorciatoia, si transita in via santa Chiara (interrotta a metà), si sbuca in via san Michele. «Settecento metri di strada da fare – segnalano da via Sant’Elena –. E con vie mezzo distrutte».
Nessuno chiede l’immediata ricostruzione dei due ponti demoliti sul Gadduresu: le difficoltà tecniche e burocratiche sono ben presenti, visto quello che succede con il ponte sul rio Siligheddu a Isticcadeddu. «Nell’attesa di un intervento forte, chiediamo al Comune che almeno sistemi il fondo delle vie Santa Chiara e San Michele. Pensiamo che sia sufficiente far passare una ruspa per mettere a posto quelle due vie, per liberarle dalle buche – concludono i residenti –. Ci sono mamme con figli piccoli da noi, ammalati. C’è bisogno di una viabilità degna di questo nome».
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