Vigili del fuoco, una storia lunga 75 anni
Il primo distaccamento istituito in città nel 1940 per esigenze di guerra. Ieri la gran festa per la patrona e per l’anniversario
OLBIA. Entrano nelle case sventrate, nei boschi inceneriti, ma soprattutto nel cuore delle persone. Una storia che in città va avanti dal lontano 1940, quando le esigenze belliche imposero l’apertura di un «distaccamento di guerra», in una casermetta nei pressi del molo Brin. Da quel momento il corpo dei vigili del fuoco non ha più abbandonato Olbia. E così ieri mattina, nel giorno della patrona Santa Barbara, i vigili olbiesi hanno voluto festeggiare il 75esimo anniversario del loro distaccamento, i 75 anni di un indissolubile legame con la città. Sul sagrato della basilica di San Simplicio hanno divertito i presenti con una esibizione e una spettacolare coreografia.
Logo ed esibizione. Per l’occasione i vigili del fuoco hanno anche fatto preparare un logo: la fiamma e le due scuri con il mare e l’isola di Tavolara come sfondo. Poi una scritta: «Olbia, 75 anni insieme». Dopo la messa in onore della patrona Santa Barbara, sul sagrato di San Simplicio alcuni vigili del fuoco, arrampicati in cima a una «scala italiana», hanno compiuto le loro spettacolari e rituali acrobazie. Altri vigili, appesi al cestello dell’autoscala, hanno invece srotolato il tricolore. Ad assistere allo spettacolo diversi cittadini e anche numerosi bambini di una scuola elementare. Parcheggiati sul sagrato anche alcuni dei mezzi attuali e pure una carrozza antincendio del 19esimo secolo.
Tempi di guerra. Il legame tra Olbia e i vigili del fuoco non ha origini troppo remote. Infatti non esistono documenti che attestano la presenza dei «pompieri civici» a Olbia prima dell’istituzione del corpo nel 1937. Secondo alcune testimonianze, però, sul finire degli anni ‘30 poche unità avevano cominciato a stazionare presso l’idroscalo di Porto Romano. Ma fu nel 1940, dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale, che il regime, tra le altre cose, decise di istituire i cosiddetti «distaccamenti di guerra» nei porti italiani. Quindi anche a Olbia, in una piccola caserma vicina al molo Brin, accanto ai locali che ospitavano capitaneria, finanza, polizia marittima e compagnia Corridoni. Inizialmente l’organico era composto da quattro unità del comando di Sassari, che ricoprivano turni della durata di 15 giorni. Il primo mezzo antincendio fu un’autopompa Fiat, rimasto in servizio fino agli anni ’50.
Passato e presente. La prima caserma dei vigili del fuoco venne poi rasa al suolo durante i bombardamenti degli angloamericani, il 14 maggio del 1943. I vigili in servizio prestarono comunque soccorso alla popolazione, recuperarono i corpi delle vittime del bombardamento, spensero le fiamme divampate su un naviglio in banchina. Rimasti senza più una caserma, i «pompieri» trovarono sistemazione presso un accampamento militare in zona Maria Rocca, ai tempi aperta campagna. E dopo una temporanea chiusura, nel 1945 il distaccamento olbiese trovò invece sede in una struttura in legno in zona Mogadiscio. Nel 1950 venne poi inaugurata la storica caserma di piazza Crispi, un simbolo per tutta la città e per numerose generazioni di olbiesi. Una caserma rimasta aperta fino al 2007, quando i vigili del fuoco si trasferirono nell’attuale e moderna sede di zona Basa. Un edificio, questo, intitolato al maresciallo Angelo Idini, capo distaccamento dal 1950 al 1972.
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