All’ufficio postale come sardine
Il locale è troppo piccolo, nuova protesta del comitato di quartiere
OLBIA. Stretti come sardine. Fare la fila alle poste di viale Aldo Moro è sempre più snervante. Troppi minuti di attesa, pochi spazi dove attendere il proprio turno. Spesso qualcuno si è anche sentito male. Così interviene nuovamente il comitato di zona Ospedale, che da anni chiede che si faccia qualcosa per risolvere la situazione. «L’ampliamento dell’ufficio sembrava ormai una cosa imminente – attacca Fulvio D’Anna, presidente del comitato di cittadini -. Abbiamo saputo, per esempio, che Poste italiane ha acquistato i locali alle spalle dell’ufficio. Ma i lavori non sono ancora partiti, nonostante le varie promesse». I cittadini di zona Ospedale non ne possono più. E il motivo lo spiega il presidente del comitato. «Non è giusto che Poste italiane investa in Alitalia e nelle ferrovie e poi non garantisce i servizi essenziali ai suoi utenti – continua D’Anna -. Non si può far finta di nulla. La situazione è insostenibile e a farne le spese sono soprattutto i pensionati. Sono diverse le persone che nel corso degli anni si sono sentite male. Questa zona conta ormai circa 13mila abitanti e non può disporre di un ufficio così piccolo e inadeguato». Ma il disagio non colpisce solo i cittadini. Anche i dipendenti delle poste di viale Aldo Moro non se la passano poi così tanto bene. «Gli impiegati fanno i miracoli – conclude D’Anna -. Pure il loro è uno spazio insufficiente. Poste italiane non rispetta né gli utenti né i suoi lavoratori». (d.b.)
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