La Nuova Sardegna

Olbia

Minori “denunciati”, è un’emergenza

di Guido Piga
L'assessore comunale ai Servizi sociali, Rino Piccinnu
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L'assessore comunale ai Servizi sociali, Rino Piccinnu

Settanta hanno problemi con la giustizia, il numero più alto nel nord Sardegna. Piccinnu: «Servono più assistenti sociali»

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OLBIA. Settanta minori seguiti dai servizi sociali del Comune. Hanno tutti commesso qualche reato: furti, danneggiamenti, uso e spaccio di droga, bullismo. Un numero altissimo. Rappresenta, secondo i dati del ministero della Giustizia, il 18% dei casi di cui si occupa il tribunale dei minori di Sassari, che ha competenza sul Sassarese, sul Nuorese, sulla Gallura. Una realtà (preoccupante, drammatica) che pochi conoscono, a parte le forze di polizias, le scuole e l’assessorato ai Servizi sociali.

Il quadro è emerso ieri, dopo che un bambino di 13 anni, di Olbia, di una famiglia olbiese (in difficoltà), è stato scoperto dai carabinieri a scuola, una scuola media, con droga, armi e soldi, tanti, troppi soldi. Il bambino è stato segnalato alla magistratura (non è perseguibile per legge), e ora i militari del reparto di Olbia, che hanno scoperto anche il fratello, di 19 anni, con droga e soldi, stanno cercando di capire a chi, il tredicenne, spacciasse eventualmente la marijuana, se a suoi coetanei; e quanti soldi facesse; e da chi prendesse la roba.

Un’indagine delicata, ovviamente. Gli investigatori non forniscono molti elementi, come è ancora più opportuno, in questi casi.

Ma la segnalazione del tredicenne è solo l’ultima di una lunga serie. Non tutte finiscono sui giornali. Tutte finiscono al tribunale dei minorenni e, da lì, ai Servizi sociali. Quelli di Olbia conoscono bene la situazione di Olbia. Ogni giorno hanno a che fare con bambini che hanno commesso qualche reato, con bambini che - insieme alle famiglie, quando va bene, e alle scuole - cercano di recuperare.

«Olbia ha molti problemi, sotto questo punto di vista - dice Rino Piccinnu (Pd), assessore comunale ai Servizi sociali -. La città ha un’altissima dispersione scolastica, una percentuale tanto alta che porta Olbia ai primi posti a livello nazionale. E poi ci sono tanti minorenni che hanno commesso dei reati. Avere settanta bambini e ragazzi da seguire è molto preoccupante».

Ci sono diverse storie di emarginazione, dietro. «In alcuni casi, la famiglia c’è, collabora con noi per il bene dei bambini - spiega ancora Piccinnu -. In altri, invece, no. Magari i genitori si separano, subentrano difficoltà economiche: uno dei due genitori accontenta di più il figlio, che così trascura l’altro genitore. Noi facciamo il possibile e l’impossibile, consapevoli che questa, per Olbia, è una vera emergenza». Ma le forze che può mettere in campo l’assessorato non sono moltissime. «Abbiamo dieci assistenti sociali. Per i minori che abbiamo in carico dal tribunale fanno di tutto. Li seguono, hanno con loro incontri periodici, consultano le scuole, le famiglie. Cercano di trovare delle soluzioni, di dare ai minori un futuro sereno. Ma sono pochi, solo 10. In base alla legge, Olbia, per il numero degli abitanti, ne dovrebbe avere almeno 15. Ma - chiarisce Piccinnu - questo non è possibile: Olbia ha una pianta organica decisa molti anni fa, che non tiene conto della crescita della città. E, purtroppo, non possiamo assumere, come impone la legge».

Un tema che non entra nel dibattito politico, non come dovrebbe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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