Il Piano dei litorali al rush finale
Domani l’esame delle 84 osservazioni e poi il voto del Consiglio per adottare la pianificazione
OLBIA. La nuova geografia dei granelli arriva in Consiglio comunale. Il piano di utilizzo dei litorali affronta il voto dell'aula per l'adozione definitiva. 84 le osservazioni già valutate dalla commissione che dovranno essere discusse e approvate da maggioranza e opposizione. Arrivano da cittadini, comitati di quartiere, balneari. Il Pul punta ad alleggerire i litorali da distese di lettini e ombrelloni. Un ritorno allo spirito degli anni Sessanta con più spiagge libere e l'arretramento dei chioschi alle spalle della sabbia ma senza rinunciare a offrire un servizio ai bagnanti. Le nuove regole del Comune si scontrano però con quelle imposte dallo Stato. Le vecchie concessioni non scadranno prima del 2020. Quindi i diritti acquisiti verranno salvaguardati. Solo le nuove concessioni dovranno rispettare da subito le novità del Pul.
Le osservazioni. I suggerimenti dei cittadini e dei portatori di interesse per migliorare il Pul sono 84. Ognuno è corredato di un parere tecnico. Gli uffici hanno verificato la corrispondenza delle osservazioni al quadro normativo. Alcune contestano la riduzione degli spazi sulle spiagge destinate a ombrelloni e sdraio. Altre indicano percorsi alternativi per garantire gli accessi al mare. Dopo l’approvazione definitiva il Comune avrà concluso l’iter di sua competenza. Il Piano verrà inviato al Demanio e alla Tutela del paesaggio per l’ok finale. Le regole del Pul potrebbero entrare in vigore già da questa estate.
Il traguardo. Il Pul porta la firma dell'assessore all'Urbanistica Carlo Careddu. «Il nostro Piano sarà uno dei primi in Sardegna – afferma –. Uno strumento di programmazione di non poco conto per una città come Olbia che vive sul mare e che fino a ieri non ha ritenuto di dover disciplinare le sue spiagge, patrimonio straordinario dal punto di vista ambientale, ma anche fonte di reddito per la città e la Sardegna».
Gli studi. Dietro il Pul c'è un attento lavoro di studio dei litorali della città. Lo hanno portato avanti, grazie a una convenzione con il Comune, le università di Cagliari e Sassari. «Le scelte che abbiamo fatto come l’arretramento nel retrospiaggia dei chioschi, la riduzione degli spazi con gli ombrelloni nelle spiagge piccole, l’ampliamento dei tratti di spiagge libere sono conseguenze dell’attenta analisi dei litorali – afferma l'assessore Careddu –. Il nostro intento è tutelare l’ambiente, preservarlo ma non lo concepiamo come eden intoccabile. Deve essere fruito dai bagnanti, nel rispetto reciproco, e deve garantire lavoro e occupazione. Mettiamo l’uomo al centro del paradiso delle nostre spiagge».
Il paradosso. Ma il Comune, per poter decidere il futuro delle sue spiagge, deve prima aspettare la scadenza delle vecchie concessioni, valide fino al 2020. L’ipotesi di una ulteriore proroga è argomento di discussione anche a livello europeo. Le nuove regole si applicheranno per il momento solo alle nuove concessioni. Ma per coloro che si adegueranno prima della data di scadenza pur non essendo obbligati il Comune ha studiato una premialità. L’allungamento dei tempi della concessione indipendentemente dalla scadenza naturale.
Il nuovo volto di Pittulongu. La vera rivoluzione del Pul riguarda la spiaggia gioiello della città, Pittulongu. I due ristoranti sull’arenile dovranno essere spostati dietro l’attuale strada, che verrà eliminata. Anche a Bados i due chioschi bar ristoranti saranno leggermente spostati dalle attuali posizioni per tutelare le dune che rischiano di scomparire.
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