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Secchi e Putzu, dirigenti Pd: aprire al voto degli stranieri

OLBIA. A prima vista sembra una di quelle questioni di lana caprina su cui i politici amano attorcigliarsi. Invece decidere chi può votare alle primarie è sostanza politica. Stabilire che votano solo...

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OLBIA. A prima vista sembra una di quelle questioni di lana caprina su cui i politici amano attorcigliarsi. Invece decidere chi può votare alle primarie è sostanza politica. Stabilire che votano solo i residenti iscritti nelle liste elettorali (e non tutti indistintamente) è una regola centrale. Può significare vincere o perdere. Ed è per questo che vale la pena litigarci sù. Registriamo l’opinione di due dirigenti del Pd, Giovanni Secchi e Pasqualino Putzu, componenti della direzione di Olbia, circolo via Roma. «Il regolamento della Coalizione civica e democratica per le primarie – dicono – ha stabilito di escludere dall’elettorato attivo tutti coloro che, non godendo del diritto di cittadinanza, non possono votare alle elezioni. Ciò in disaccordo con la linea politica nazionale come si può vedere a Milano e a Roma. Questo rende incomprensibile la decisione assunta a Olbia in dispregio dei principi generali di democrazia partecipata». «L’indirizzo nazionale delle coalizioni di centrosinistra – aggiungono – è quello di aprirsi al voto degli stranieri residenti. Questo perché esiste una naturale tendenza politica tesa al loro coinvolgimento nella vita sociale della loro nuova terra. Gli stranieri residenti a Olbia non sono “truppe cammellate” e crediamo nella elevata funzione della loro partecipazione alla vita politica. Soprattutto in una città multietnica come Olbia dove l’amministrazione pubblica si misura ogni giorno con i problemi derivanti dall’immigrazione».(m.b.)

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