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Olbia

Sette denunce per stalking, parte l’inchiesta

Sette denunce per stalking, parte l’inchiesta

Minacce e inseguimenti: professionista olbiese accusa il suo persecutore: «Si è invaghito di me»

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OLBIA. Le vie dello stalking sono infinite e il primo passo può essere anche una innocente e banale amicizia familiare. Lui conosce lei perché i loro figli sono compagni di scuola, frequentano le rispettive case. Alla fine lui si invaghisce di lei, un amore non corrisposto e tanto basta perché la vita si trasformi in un inferno. Lui diventa il carnefice, lei la vittima. Un viaggio nell’abisso scandito da ben sette denunce ai carabinieri in un periodo che va dal 2012 al Capodanno 2016. Un fitto carteggio che non risparmia niente: tormenti, intimidazioni, minacce, pedinamenti, ingiurie e diffamazioni. Il carteggio ora è negli uffici della Procura, a Tempio, ma per la donna ancora adesso non c’è un giorno di tregua.

Lei è una bella professionista, sposata e madre di un bambino. Lui un operaio un po’ sbandato, impegnato in lavori saltuari e con una vita familiare a dir poco problematica. La storia comincia nel 2012 con un normale rapporto di conoscenza indotto dall’amicizia tra i figli dei due, compagni di scuola. I due bambini si trovano spesso a casa della professionista che inevitabilmente incrocia la strada con quello che diventerà il suo persecutore. L’uomo, infatti, si invaghisce e perde la testa. A quel punto cominciano le persecuzioni, prima striscianti e poi sempre più insistenti, pesanti, insopportabili. Iniziano le minacce, le intimidazioni, le calunnie, la diffamazione. E poi gli appostamenti e gli inseguimenti in auto. Un vero e proprio incubo quotidiano che la donna puntualmente riferisce ai carabinieri della stazione di Poltu Quadu. Ben sette denunce, abbastanza per avviare un procedimento per stalking. «Ho paura – dice la donna – per me e per la mia famiglia. Soprattutto ho paura per mio figlio. Quell’uomo è pazzo ed è violento. Si è invaghito di me e ha trasformato la nostra vita in un incubo».(m.b.)

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