Comune di Olbia, la Procura: «Sospendete quei dirigenti»
Svolta nell’inchiesta sulle commissioni d’appalto: lunedì iniziano gli interrogatori dei funzionari accusati di peculato
OLBIA. Un brivido lungo la schiena quando gli agenti di polizia giudiziaria ieri mattina hanno varcato la soglia del palazzo comunale, nel corso Umberto: devono notificare 11 atti giudiziari ad altrettanti dirigenti e impiegati. Tutti sono accusati di peculato. Cosa succede è presto detto: c’è una svolta clamorosa nell’inchiesta della procura della Repubblica sulle commissioni d’appalto al comune di Olbia. Il procuratore Domenico Fiordalisi ha richiesto la sospensione cautelare dal servizio per sei mesi degli indagati. Sono dirigenti e semplici impiegati comunali, tutti accusati di aver indebitamente incassato in quattro anni poco meno di mezzo milione di euro, distribuito in gettoni di presenza per la partecipazione alle commissioni di valutazione degli appalti comunali. Il gip del tribunale di Tempio, Elisabetta Carta, non ha ancora deciso se accogliere o meno la richiesta del procuratore, ma intanto ha disposto a partire da lunedì l’interrogatorio degli indagati. Se sarà disposta la sospensione di dirigenti e impiegati sotto accusa (e ancora in servizio), per la struttura comunale sarà un colpo durissimo. Praticamente, una decapitazione.
Questo spiega l’agitazione e la preoccupazione palpabili ieri mattina negli uffici, ma anche nelle stanze degli mministratori. A cominciare dal sindaco Gianni Giovannelli che rischia ora di trovarsi senza i dirigenti necessari per far marciare la macchina amministrativa. Nell’elenco degli indagati figurano l'ex direttore generale del settore finanziario Nicolò Saba, l’ex dirigente del settore tecnico Mauro Scanu, il dirigente comunale Antonello Zanda (prima all’urbanistica e poi all’ambiente), il collega Michele Baffigo dirigente del servizio appalti di beni e servizi. Tra i funzionari indagati ci sono anche Sergio Usai e gli ex Francesco Tola e Bastiano Deledda. Nell’elenco degli indagati sono finiti anche gli istruttori tecnici Alessandra Buioni, Patrizia Lei, Fabio Sanna e Giovanni Dettori. Alcuni di loro non sono più in servizio o sono stati trasferiti in altri enti, quindi per loro non si porrebbe il problema della sospensione.
L’inchiesta della magistratura, avviata dopo la segnalazione del consigliere comunale Enza Tucconi subito “girata” alla Procura dal sindaco Giovannelli e dal segretario generale Stefania Giua, aveva fatto registrare una brusca impennata nel mese di aprile dell’anno scorso con il sequestro negli uffici comunali di tutti gli atti (le delibere e i verbali) riguardanti ben sette gare d’appalto bandite e affidate dal Comune tra il 2006 e il 2010. Appalti relativi alla riqualificazione del centro storico, alla rete del gas, agli impianti di videosorveglianza cittadina, ai punti luce di illuminazione pubblica, ai servizi di manutenzione del verde pubblico, alla gestione dell'Urban center, alla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Tutti gli indagati, alternativamente, facevano parte delle commissioni giudicatrici, incassando in quattro anni la bella somma di 500 mila euro o poco meno. Danaro che, secondo la Procura, sarebbe frutto di peculato aggravato. I funzionari, invece, hanno sempre sostenuto che si trattasse di somme legittimamente dovute in quanto previste dalla normativa comunale in materia di commissioni d’appalto. A partire da lunedì, accompagnati dai loro avvocati difensori, gli indagati lo ripeteranno al magistrato che dovrà decidere se sospenderli dal servizio oppure no.
@marcobittau
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