Assistenza e disagi: negli uffici dell’Inps la fila inizia alle 6

Nei tre giorni di apertura degli sportelli l’attesa dura ore I cittadini aspettano all’esterno al freddo e sotto la pioggia

OLBIA. Il sole non si è ancora svegliato quando davanti agli uffici dell’Inps comincia a formarsi la fila. Non soffrono di insonnia i cittadini che poco dopo le 6 prendono posto davanti alle porte sbarrate del palazzo. Sanno che solo mettendo le tende da presto riusciranno a non trascorrere tutta la mattina inchiodati nella sala d’attesa. Gli uffici sono aperti tre volte alla settimana, lunedì, mercoledì e venerdì. Tre sportelli per tre tipi di servizi differenti. Quello che viene preso d’assalto è il numero 2. È dedicato al sostegno al reddito. Si chiedono informazioni sulle pratiche di disoccupazione, maternità, legge 104, assegni al nucleo familiare. Ma si presentano anche le giustificazione per assenze e visite mediche di controllo.

Verso le 7,30 ci sono già più di trenta persone nel piazzale. Molte si riparano dal vento nel piccolo ingresso del palazzo. Le altre rimangono fuori a prendere gli schiaffoni del vento, a volte anche la pioggia pur di non perdere il proprio turno. Chi arriva per ultimo deve fare alla vecchia maniera. Chiedere come è composta la fila, prendere il proprio punto di riferimento e non mollarlo mai. Quando le porte si apriranno la fila dovrà correre verso la sala di attesa. E rifare un’altra coda per ottenere il ticket con il numero. Proprio come in banca o dal salumiere.

Alle 8 gli utenti possono finalmente entrare. Una guardia giurata con grande cordialità guida le persone verso la sala d’attesa. Qui, davanti alla macchinetta che sputa i ticket digitali, un’altra guardia giurata aiuta a smaltire la fila e a orientare i cittadini. Chi arriva alle 8,15 e magari ha già alle spalle un’ora di attesa deve accontentarsi del numero 23 per lo sportello 2. Si prende posto nella saletta. Gli sportelli aprono alle 8,30 e chiudono alle 12,30. Le 11,45 è il termine ultimo per avere diritto a un bigliettino e quindi essere serviti. La parola d’ordine è pazienza e rassegnazione. Sembra roba di altri tempi attendere ore e ore in un ufficio anche solo per chiedere una informazione sulla propria pratica di disoccupazione. Ma un cartello appeso all’ingresso fa intuire che anche all’Inps la riorganizzazione del lavoro ha tagliato un po’ di personale. L’avviso garantisce che si cercherà di dare agli utenti lo stesso servizio di prima e con celerità. Una rassicurazione che addolcisce anche se di poco la lunga, stoica attesa. (se.lu.)

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