Niente linea, Loiri contro Vodafone
Il sindaco denuncia il disservizio ad Azzanì: centinaia di utenti isolati da giorni
LOIRI PORTO SAN PAOLO. Isolati da giorni. Dal 6 aprile, i 350 residenti nella frazione di Azzanì non possono più telefonare: la linea è interrotta. Colpa del ripetitore Vodafone che da quando è stato installato, dieci anni fa, sta facendo dannare gli utenti. Periodicamente il servizio salta, lasciando nell’isolamento le famiglie, molte delle quali non hanno più il telefono fisso e il cellulare rappresenta l’unico strumento per collegarsi col resto del mondo. Di fronte all’ennesimo disservizio, il sindaco e consigliere regionale Giuseppe Meloni ha deciso di protestare con i vertici regionali della Vodafone, annunciando il suo ricorso al Prefetto. «Questo “sventurato” ripetitore non ha mai funzionato bene, probabilmente perché alimentato da un’instabile e obsoleta linea di telefonia fissa Telecom – scrive il sindaco alla Vodafone – Nel frattempo molti cittadini di questa frazione, confidando nel miglioramento del servizio, hanno deciso di dismettere le costose linee di telefonia fissa. Vodafone, quindi, rappresenta per molti utenti l’unica linea di telefonia, fissa o mobile, e l’unico strumento per rimanere in contatto, seppur in maniera labile, col resto del mondo. Pertanto, situazioni come quelle vissute negli ultimi giorni, con la linea interrotta dalle ore 13 circa del 6 aprile e non ancora ripristinata, risultano intollerabili e creano disagi e gravi situazioni di rischio per diversi cittadini, in particolare per quelli che hanno bisogno di assistenza anche per via telefonica». Ma al disservizio si aggiunge anche la beffa. La Vodafone, come racconta il sindaco, aveva protocollato oltre un anno fa, una richiesta in Comune per potenziare il ripetitore attraverso un secondo ripetitore da installare su una collina, a La Sarra. L’iter si è scontrato con le solite lungaggini burocratiche – trattandosi di un sito che dista dieci chilometri dall’aeroporto, è stato necessario richiedere le autorizzazioni all’Enav e all’Enac – , così si è arrivati alla data finale del 2 marzo. Peccato che quel punto la Vofadone ha fatto sapere che il potenziamento del ripetitore non rientrava più tra gli obiettivi strategici dell’azienda. E, quindi, non si sarebbe più fatto. «Una situazione assurda», commenta il sindaco. Che chiede all’azienda di rivedere la sua decisione. «Diversamente sarò costretto a chiedere l’intervento del Prefetto per sanzionare l’interruzione di pubblico servizio ogni qualvolta, e purtroppo accade spesso, il ripetitore dovesse smettere di funzionare, oltre a ordinare l’immediata risoluzione dell’oneroso contratto in essere col Comune non essendoci più le condizioni per tenerlo in piedi». (t.s.)
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