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LA MADDALENA. Mentre resta una incognita la legittimità dell’ultima riunione del Consiglio del Parco, il direttivo dell’ente, dopo aver annullato in autotutela la delibera che approvava il Piano e la...

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LA MADDALENA. Mentre resta una incognita la legittimità dell’ultima riunione del Consiglio del Parco, il direttivo dell’ente, dopo aver annullato in autotutela la delibera che approvava il Piano e la riserva integrale su Budelli, ha dato l’ok alla richiesta al presidente, Giuseppe Bonanno, di rinnovare per altri due anni il contratto del direttore Ciro Pignatelli. Dopo la seduta infuocata di lunedì scorso a Caprera, in cui era esplosa pubblicamente una guerra tutta interna all’ente tra il presidente e il direttore, quest’ultimo sostenuto da una parte del direttivo, il consigliere regionale Pierfranco Zanchetta ha presentato una interrogazione con la quale chiede di commissariare il Parco.

Dubbi sulla seduta. I dubbi sulla legittimità della seduta li aveva motivati il presidente Bonanno prima di abbandonare l’aula annunciando che avrebbe impugnato gli atti. A suo parere il direttore non poteva presenziare all’incontro in veste di segretario verbalizzante perché dagli atti risultava in ferie. Per Pignatelli e per 5 dei 7 consiglieri presenti invece era tutto regolare perché aveva dichiarato di rinunciare alle ferie, cosa che, sostiene Bonanno, è contro la legge.

Riconferma del direttore. Il contratto di Pignatelli, incarico scade il 7 maggio. Con il voto dei consiglieri Mauro Bittu, Enzo Di Fraia, Claudio Margottini, Andrea Rotta, Carlo Rotta e Luca Ronchi (Lucia Spanu che aveva risposto all'appello a inizio seduta era assente al momento della votazione) il direttivo ha deliberato la richiesta al presidente di rinnovare per altri due anni il contratto al direttore.

Interpellanza. Il consigliere regionale Pierfranco Zanchetta, sostenuto dai capigruppo di maggioranza, è il primo firmatario dell’interpellanza con la quale chiedono l’immediato commissariamento del Parco, con un ruolo guida della Regione. E l’attivazione di un tavolo di concertazione fra Regione, ministero e Comune per la nomina di un nuovo presidente. Fra le motivazioni figura anche «la gestione degli ultimi 10 anni, sempre nelle mani dello stesso presidente – si legge-, governance che ha determinato l'allontanamento delle istituzioni locali». I firmatari chiedono di «restituire dignità istituzionale all'ente trasformatosi nell'ultimo periodo in un verminaio. E che venga riconosciuto un ruolo attivo al Comune che non può sopportare solo vincoli e limitazioni calate dall'alto».

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