Il Cipnes: discarica, dove sono i risparmi?
Raccolta differenziata, il Consorzio attacca il Comune dopo le accuse sull’impossibile taglio alla Tari
OLBIA. Non cita una sola volta l’assessore comunale all’Ambiente Giovanna Spano, ma non può essere che lei la destinataria delle obiezioni proposte dal presidente del consorzio Cipnes Mario Enzo Gattu, che, anzi, sulla politica dei costi della discarica di Spiritu Santu rilancia: «Pur in presenza di un aumento tariffario per tonnellata (comunque al di sotto di quello praticato dagli altri gestori della Sardegna) in particolare per il trattamento dell'indifferenziato (secco residuo), il corrispettivo 2015 complessivamente pagato dal Comune di Olbia al gestore Cipnes per i diversi servizi di trattamento, smaltimento in discarica e recupero in particolare (frazione organica) dei rifiuti solidi urbani provenienti dall'intero territorio comunale è stato inferiore di circa un milione di euro rispetto al 2014 e 2013». Sino qui il ragionamento fila anche per l’assessore. Ma ecco l’attacco di Gattu: «Di questo risparmio di spesa si ignora la destinazione».
Il Comune attribuisce ai costi in salita praticati dal Cipnes l’impossibilità di ridurre la Tari. Il Cipnes porta i numeri. Il secco residuo conferito è stato in netto calo negli ultimi anni.Tonnellate 33.079 (2013),31.487 (2014), 15.724 (2015).
Aggiunge Gattu: «Relativamente al trattamento della sola frazione indifferenziata si registra un dimezzamento del prezzo corrisposto dal Comune al Cipnes che passa da circa 4 milioni di euro del 2004 a circa 2 milioni euro del 2015.
Ecco l’ammontare complessivo del corrispettivo (nell'ultimo triennio) di tutti i servizi ambientali erogati dal Consorzio al Comune: 2013 (4.227.528), 2014 (4.818.766), 2015 (3.354.749). Pagati negli stessi anni per la frazione indifferenziata: 3.632.146, 4.024.612, 2.009.830, stima per il 2016: 2.576.640
Conclude il presidente del Cipnes Gattu: «Nella condivisa prospettiva di ridurre drasticamente lo smaltimento in discarica dei rifiuti, il flusso dei rifiuti indifferenziati (secco residuo) da trattare presso la piattaforma consortile, costituirà (anche per imposizione normativa) una quota assolutamente residuale rispetto alla totalità dei volumi gestiti nell'impianto consortile del Cipnes tramite operazioni di riciclaggio e recupero con importante valorizzazione economica quale fonte energetica del biogas naturale derivante dal trattamento della considerevole frazione organica dei rifiuti urbani».
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