Il kung fu appassiona anche in città
Lezione con Giancarlo Manca per trenta bambini nella palestra di via Nanni
OLBIA. Shi Fu You Li Tai è nato a Cagliari. Ma sulla montagna del Wudong ha appreso l’arte del kung fu tradizionale cinese e il Taiji. Il suo nome è Giancarlo Manca e ieri accanto a lui a Olbia, nella palestra di via Nanni, i suoi allievi allenavano il corpo e la mente secondo le tecniche della tradizione cinese. Sembriamo usciti dalla trama di un clone del "Kill Bill" tarantiniano, ma in realtà siamo nella palestra di via Nanni. Parliamo di una fusione tra medicina tradizionale cinese, meditazione, arti marziali classiche, filosofia e spiritualità. Il kung fu cinese è un po’ tutto questo. Con l’inevitabile chiave di lettura legata al benessere e all’ultimo grido della longevità. «Il mio nome cinese deriva dall’esperienza come cittadino di Wudong, la montagna sacra che rappresenta la culla del Taoismo – spiega Giancarlo Manca – . Una filosofia che mette insieme agopuntura e arti marziali, benessere psicofisico e cura del corpo e della mente». Manca insegna a tanti piccoli allievi l’arte marziale, come ingresso in una sorta di scuola di vita e accesso alla spiritualità. Il suo allievo Cristiano Annunziata ha una scuola a San Pantaleo e gli adepti crescono. Solo nell’ultimo anno, oltre cento allievi sono passati per il circolo Shifu Youlitai Wudong Pai (Maestro Manca scuola della montagna, in senso letterale). «Insegniamo il controllo del corpo e della mente, esprimiamo un’arte marziale che prescinde dalla violenza – spiega Manca – . Il Qi Gong lavora sull’energia, meditazione e rilassamento agiscono sul sistema endocrino».
Una medicina alternativa e un’arte marziale che ha avuto l’onore di arrivare fino al Parlamento europeo. «Facciamo parte dell’associazione mondiale che studia la longevità – spiega il maestro YòuLiTaiDàoZhang –. Facciamo anche parte del progetto “A kent’annos” presentato all’Expò, insegniamo una disciplina che conduca i giovani a una cultura della salute e porti gli anziani lontano dagli ambulatori». Il kung fu tradizionale che si accompagna all’arte del Taiji, secondo un modello che insegna l’equilibrio tra mente e corpo. Olbia sta scoprendo queste discipline: ieri mattina una trentina di bambini nella palestra di via Nanni si esercitava in mosse del kung fu e da Olbia partirà la selezione per i futuri atleti che potranno accedere alla nazionale italiana. In Sardegna cresce un popolo di praticanti, circa 8 mila appassionati. Un proselitismo che parte dalle scuole, per insegnare la disciplina del kung fu tradizionale e del Taiji Wudong attraverso i professori di scienze motorie delle scuole superiori. (g.me.)
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