I cinque candidati sindaci a confronto sui quartieri
Incontro alla stazione marittima organizzato dal coordinamento dei cittadini Sicurezza, piano Mancini e gestione dei rifiuti hanno acceso il dibattito
OLBIA. I cittadini “interrogano” i candidati alla carica di sindaco sui temi principali della città: piccole e grandi emergenze che affliggono i quartieri, progetti per rendere più vivibili e sicuri i rioni. Sicurezza della città, gestione dei rifiuti, sistema idrico e fognario, lotta alla dispersione scolastica e alla disoccupazione giovanile, turismo, viabilità e trasporti. Su queste sei tematiche si è snodato il confronto tra i cinque candidati che aspirano a indossare la fascia tricolore, chiamati a raccolta nella sala convegni della stazione marittima, dal coordinamento dei comitati di quartiere e di frazione, presieduto da Piergiovanni Porcu: tre minuti a testa di risposta su ogni domanda, per presentare soluzioni, scelte e progetti che intendono realizzare per migliorare i servizi della città. Nessuna sorpresa sui quesiti: Carlo Careddu (Coalizione civica e democratica), Marco Balata (L’Altra Olbia), Settimo Nizzi (centrodestra), Teresa Piccinnu (Movimento 5 stelle), e Vanni Sanna (Alleanza civica per Olbia), conoscevano già le domande, consegnate in anticipo dal coordinamento dei comitati di quartiere. Il confronto è così scivolato via per circa due ore, serrato ma ordinato, cronometrato a dovere dal moderatore, Maria Pintore, tra le claque a non finire che ogni candidato si era portato dietro. «Qui, non prendiamo neanche un voto in più», ha ammesso sorridendo lo stesso Settimo Nizzi. A scaldare il pubblico, com’era prevedibile , è stato il piano Mancini, inserito nel contesto più ampio relativo alla sicurezza della città. A difendere il progetto e a spiegarne brevemente i benefici, l’assessore all’Urbanistica uscente Carlo Careddu. Che ha, poi, sottolineato come «Olbia sia una città complessa ma vivibile e sicura. Occorre certamente potenziare i servizi di videosorveglianza, ma anche proseguire la formazione nelle scuole». Nizzi ha ribadito il suo no al piano Mancini: «Porta l’acqua in città, noi la vogliamo fuori dalla città. Nei primi 30 giorni di governo casseremo quel progetto». No al piano Mancini anche per Teresa Piccinnu, «resterà un’incompiuta», ha rimarcato. Mentre sul fronte sicurezza ha messo l’accento sulle azioni intraprese dal Movimento 5 stelle a tutela del tribunale. Vanni Sanna ha ricordato che il piano Mancini è già finanziato. Non si possono perdere i soldi, ma migliorare il progetto sì: «Ci avvarremo di consulenze tecniche adeguate». Marco Balata ha ribadito la contrarietà al piano: «abbiamo detto no da subito, abbracciando un altro progetto – ha detto –. E chi era in minoranza non ha fatto la giusta opposizizione». Stilettate col sorriso e inevitabili scaricabarile tra i “vecchi” amministratori hanno scandito il confronto. La gestione dei rifuti è stato un altro interessante terreno di confronto. «La discarica di Spiritu Santu non si può chiudere, ridurremo gli odori col biodigestore anaerobico», ha detto Nizzi, promettendo la riduzione della Tari a Murta Maria. Lotta agli odori anche per Vanni Sanna che adeguerà la raccolta differenziata alle attività produttive. La Piccinnu mira a «più controlli e a incentivare la raccolta spinta», mentre Balata intende supportare la differenziata con isole ecologiche soprattutto nelle zone turistiche. Per Careddu, molto è stato fatto sul fronte rifiuti: «Siamo passati da maglia nera a città virtuosa. Il servizio potrò essere migliorato con accorgimenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google