La Nuova Sardegna

Olbia

Duello sul Piano Mancini

di Giampaolo Meloni
Duello sul Piano Mancini

Careddu e Nizzi: niente apparentamenti. Consiglio comunale, i due possibili scenari

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OLBIA. Si gioca quasi per intero sul fronte della sicurezza ambientale la partita del ballottaggio tra i due schieramenti. Da una parte il centrosinistra, con Carlo Careddu, che sostiene senza tentennamenti il pacchetto intero del piano contro il rischio idrogeologico, dall’altra l’area moderata che ha riconosciuto a Settimo Nizzi la propria leadership e che avversa con analoga determinazione il Piano Mancini. E sarà uno dei nodi per mettere in campo accordi per il voto del 19 giugno, nella cornice del ruolo futuro di Olbia.

No apparentamenti. Certo, non sarà tema esclusivo del confronto nei prossimi quindici giorni, ma è argomento tutt’altro che secondario nella prospettiva dell’amministrazione cittadina, così nelle prossime due settimane non passerà in sordina. Perché dalla giunta comunale che conquisterà il governo dipenderà il destino del piano. All’orizzonte non ci sono apparentamenti ufficiali per il centrosinistra né per il centrodestra di Nizzi: andremo da soli, dicono entrambi. La disputa resta dunque sul piano formale tra i due candidati. Ma non scontata nella conclusione. Ci potrà essere un ribaltamento di fronte? L’esito dipenderà dai comportamenti della galassia di liste riunite degli schieramenti civici che fanno capo a Vanni Sanna (Alleanza civica per Olbia) e Marco Balata (L’altra Olbia e il polo identitario). In campo c’è anche un terzo schieramento, per niente trascurabile: il Movimento 5 Stelle che guidato da Maria Teresa Piccinnu ha ottenuto in una città per loro d’esordio politico oltre il 19 per cento.

Da 40 a 28 consiglieri. Alleanze e sostegni saranno decisivi per gli equilibri nel consiglio comunale, nel quale i numeri costituiscono una nuova componente che potrà condizionare le scelte amministrative. Governare con un’assemblea civica di 28 consiglieri e una giunta di 7 assessori non sarà come averne in aula 40 e nell’esecutivo 10.

In bilico. Non solo. A seconda dell’esito finale al ballottaggio, i numeri possono essere decisivi sull’ingresso nel consiglio comunale di numerosi candidati: è il caso di Michele Fiori, il più votato della lista Forza Olbia (alleanza per Vanni Sanna), che nel caso vincesse Nizzi non entrerebbe nell’aula di Poltu Quadu, mentre avrebbe la postazione certa in caso di vittoria per Careddu. Situazione analoga per Roberto Li Gioi (Movimento 5 Stelle) che entrerà in Consiglio solo in caso di vittoria di Careddu).

Il nuovo consiglio comunale. Intanto il risultato elettorale consegnato dal primo turno permette di delineare i due scenari possibili del consiglio comunale. La composizione dell’aula di Poltu Quadu prevede 17 consiglieri più il sindaco per la maggioranza e 11 rappresentanti della minoranza. In caso di vittoria di Carlo Careddu al Pd andrebbero 8 seggi (Rino Piccinnu, Ivana Russu, Patrizia Desole, Antonio Loriga, Gianni Ricciu, Angela Corda, Gianluca Frau e Maddalena Corda), all’Upc 3 seggi (Giorgio Corrias, Massimo Satta e Stefano Giagheddu), alla lista SìAmo Olbia 3 seggi (Amedeo Bacciu, Valentina Langiu e Andrea Mariani), alla lista Olbiafuturo 1 seggio (Giovanni Antonio Orunesu), alla lista Olevà 1 seggio (Lorenzo Molinas),infine al Pds 1 seggio (Renato Azara). All’opposizione andrebbero 11 seggi. 4 al Centrodestra: Settimo Nizzi, e poi a Forza Italia 3 seggi (Angelo Cocciu, Patrizia Bigi e Pietro Carzedda). Al M5S 3 seggi (Teresa Piccinnu, Roberto Ferinaio e Roberto Li Gioi), all’Alleanza civica 3 seggi: Vanni Sanna più 1 seggio per Progetto Olbia (Davide Bacciu) e 1 per Forza Olbia (Michele Fiori). Un seggio all’Altra Olbia (Marco Balata).

Nel caso di vittoria di Settimo Nizzi 12 seggi andrebbero a Forza Italia (Angelo Cocciu, Patrizia Bigi, Pietro Carzedda, Silvana Pinducciu, Sabrina Serra, Sebastiano Monni, Giampiero Mura, Gigi Paddeu, Valerio Spano, Alessandro Altana, Ezio Setzi e Roberto Derosas), 4 alla Lista Nizzi (Gian Piero Palitta, Paolo Oliva, Simonetta Lai, Simonetta Padre) e 1 seggio a Olbia Unica (dubbio fra Maria Antonietta Cossu e Gesuino Satta). All’opposizione, 6 seggi alla Coalizione Civica: Careddu più 3 seggi per il Pd (Rino Piccinnu, Ivana Russu e Patrizia Desole), 1 seggio all’Upc (Giorgio Corrias), 1 seggio a SìAmoOlbia (Amedeo Bacciu). Al M5s 2 seggi (Maria Teresa Piccinnu e Roberto Ferinaio), 2 all’Alleanza civica: Vanni Sanna più 1 seggio per Progetto Olbia (Davide Bacciu). Un seggio all’Altra Olbia (Marco Balata).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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