Lite tra compaesani finisce nel sangue
Luras, operaio di 64 anni ferisce pensionato a colpi d’ascia L’aggressore è stato arrestato mentre infieriva sulla vittima
LURAS. La violenta lite tra un anziano pensionato e un operaio di 64 anni è finita nel sangue, nel pomeriggio di martedì, al centro di Luras. Ad avere la peggio è stato D.P., pensionato di 83 anni, colpito alla testa dal compaesano B.M., di 64 anni il quale, dopo una prima aggressione avvenuta in pieno centro, dove aveva fermato l’auto e colpito più volte l’anziano pensionato, ferendolo gravemente alla testa, lo ha inseguito sino alla caserma dei carabinieri, dove il malcapitato vecchietto aveva cercato di rifugiarsi, chiedendo aiuto. L’intervento dei militari, che hanno disarmato l’aggressore, arrestandolo, ha messo fine alla lite che, stando ai primi accertamenti, avrebbe origini in antiche ruggini che intercorrevano tra i due, per motivi strettamente familiari.
D.P., che è stato soccorso dagli operatori del 118 e accompagnato in ospedale per le cure del caso, è stato dimesso nella mattinata di ieri dal nosocomio tempiese con venti giorni di prognosi, salvo complicazioni, per le ferite lacero contuse e da taglio che ha riportate alla testa e alle mani. B.M., accusato di tentato omicidio, è stato invece ammanettato e quindi, dopo le contestazioni di rito, accompagnato dai militari agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che il gip del tribunale di Tempio, Vincenzo Cristiano, ha fissato per questa mattina. Il drammatico episodio è accaduto in una via del centro storico di Luras, dove B.M. intercettata l’auto del suo antagonista, l’ha bloccata in mezzo strada colpendo la carrozzeria con una accetta da falegname. Il vecchio pensionato, una volta sceso dall’auto per chiedere spiegazioni, è stato insultato e colpito più volte dal suo rivale. L’uomo, benchè ferito, è riuscito a risalire in auto e fuggire verso la stazione dei carabinieri. Una volta raggiunta la caserma il pensionato, terrorizzato e sanguinante, ha chiesto l’intervento dei militari mentre sopraggiungeva, come una furia, il suo aggressore. I militari hanno faticato non poco per disarmare B.M. e renderlo inoffensivo, con le manette ai polsi. Nelle prossime ore sostituto procuratore Angelo Beccu, che conduce le indagini sul fatto di sangue, dovrebbe sentire il racconto della vittima.
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