La clinica Michelangelo replica: «Accuse false per screditarci»
Due ex pazienti hanno denunciato il Centro per lesioni gravi dopo un intervento al seno e all’addome Il legale Murrighile: «Un attentato alla nostra professionalità». Centinaia di attestati di stima sul web
OLBIA. Per la seconda volta in un mese si trova a difendere la professionalità dello studio medico polispecialistico Michelangelo. Alla denuncia per lesioni gravissime di una 38enne a inizio luglio dopo un intervento di mastoplastica addittiva, si è aggiunta quella di una 45enne che si era sottoposta ad una addominoplastica. Entrambe ritengono di essere state deturpate dalle operazioni di chirurgia plastica. L’avvocato Giampaolo Murrighile respinge ogni accusa e annuncia una doppia controdenuncia per calunnia. «Falsità con cui si vuole attentare alla serietà e alla professionalità della clinica e del suo staff – afferma –. Un attacco che mira unicamente a contrastare la forza di una struttura rinomata nel territorio gallurese, isolano e nazionale». Murrighile entra poi nello specifico del caso della 45enne. La donna si era rivolta alla Procura attraverso il suo legale, Egidio Caredda, perché ritiene che l’intervento per la riduzione del grasso addominale l’abbia sfregiata. Con una vistosa cicatrice da parte a parte. «La signora, prima di affrontare l’operazione che aveva come obiettivo la rimozione della pelle in eccesso e la ricostruzione del la parete addominale, ha fatto una serie di controlli di fattibilità alla presenza dei chirurghi e dell’anestesista – sottolinea l’avvocato –. Non solo. Come da procedura le è stato disegnato sulla pelle il punto esatto in cui sarebbe rimasta la cicatrice e la sua estensione, proprio perché avesse la percezione reale del risultato finale. Per fare operazioni di questo tipo la scienza medica impone di tagliare e i tagli lasciano delle cicatrici, di cui la paziente era stata informata. Il risultato alla fine dell’intervento, per il quale la paziente ha firmato il consenso, è risultato addirittura migliore di quello ipotizzato, riuscito al 100 per cento dal punto di vista clinico, in più con grande soddisfazione dei medici e della paziente stessa». Murrighile ricorda che la donna ha fatto solo una visita di controllo. «Poi è sparita senza nemmeno pagare il conto – aggiunge –. Nessuno dello staff ha mai ricevuto una lamentela, una lettera, una contestazione sull’esito dell’intervento. Abbiamo appreso dalla stampa della denuncia. Un atteggiamento quantomeno sospetto che ci induce a pensare che dietro comportamenti di questo tipo ci sia una regia finalizzata solo a gettare discredito su una struttura di eccellenza». L’amministratore della clinica, Michele Mossa, aggiunge. «Sui nostri profili social centinaia di pazienti ci hanno dimostrato la loro solidarietà, mostrando le foto degli interventi e mettendoci la faccia – afferma –. Nessun perito potrà certificare quanto millantato dalle due donne. Il buon nome della clinica è talmente radicato che ogni volta che subiamo attacchi di questo tipo le richieste di persone che vogliono usufruire dei nostri servizi aumentano. Entrambe le signore che ora ci accusano sono sparite senza pagare. Le sfidiamo a pubblicare le foto del post intervento e a metterci la faccia». (se.lu.)
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