Truffava i condomini, sospeso il processo
L’imputata si era spacciata per amica del magistrato. Ora si attende la nomina di un nuovo giudice
OLBIA. Epilogo inaspettato al processo per truffa, appropriazione indebita ed emissione di assegni a vuoto nei confronti di una bella ed elegante amministratrice condominiale, Sonia Fiori, sassarese di 44 anni, e di un suo collega di Olbia, Sebastiano Guddelmoni di 29 anni. Ieri mattina durante l’udienza in tribunale, il giudice Elisabetta Carta si è astenuto per incompatibilità e il processo è stato sospeso. Il fascicolo ora è stato trasmesso al presidente del tribunaledi Tempio che dovrà nominare un nuovo giudice per la riassunzione del processo.
Addirittura clamoroso il motivo dell’astensione del giudice Carta. Sonia Fiori, infatti, per portare a compimento le tante truffe che le vengono addebitate, avrebbe millantato incarichi e professioni spacciandosi di volta in volta per avvocato o magistrato, nonché amica di avvocati e magistrati. Ebbene, tra i magistrati indicati come “amici” dalla Fiori ci sarebbe, anche il giudice Elisabetta Carta, naturalmente ignara di tutto. Così, per evitare situazioni di incompatibilità e parte lesa in eventuali azioni contro Sonia Fiori, il giudice così ha deciso opportunamente di astenersi dal giudizio e sospendere il processo
Davanti al (nuovo) giudice Sonia Fiori e Sebastiano Guddelmoni devon rispondere di truffa aggravata e appropriazione indebita nei confronti dei condomini di un edificio di Olbia. Ma mentre Guddelmoni avrebbe avuto un ruolo marginale in una sola occasione, la donna (che è assistita dall'avvocato Giampaolo Murrighile) avrebbe messo a segno una decine di truffa in città utilizzando assegni a vuoto, diversi dei quali provenienti da carnet rubati in occasione di furti in appartamenti. Nella sua rete sarebbero cascati benzinai, negozianti, gioiellieri ai quali consegnava, in cambio di merce e di danaro, gli assegni cabrio. Nelle giro di appropriazioni indebite finirono anche decine di condomini i quali avevano pagato le quote condominiali di acqua e luce. Importi per decine di migliaia di euro che invece scomparivano, stando all'accusa, dentro la borsetta dell’amministratrice condominiale.
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