Olbia, pronto soccorso da record abbattuti i tempi di attesa

Il servizio di emergenza è stato riorganizzato, gran lavoro degli operatori. Ha funzionato il binario veloce per i codici bianchi con un medico al triage

OLBIA. Un’estate da record, per il pronto soccorso del Giovanni Paolo II. Non è solo la struttura d’emergenza che lavora di più nell’isola da giugno ad agosto, ma è anche quella che continua a incrementare il numero degli accessi. Con un importante elemento in più, nel 2016: i tempi di attesa sono stati dimezzati e «il grande risultato è stato reso possibile grazie all’impegno e alla professionalità degli operatori sanitari e a una riorganizzazione che ci ha consentito di incidere in maniera significativa sulla qualità del servizio offerto», dice il commissario straordinario della Asl Paolo Tecleme.

Le ore di attesa nella sala del pronto soccorso per sottoporsi a una visita (il riferimento è soprattutto ai codici bianchi e verdi) sono state abbattute e i numeri registrati dal 15 giugno al 15 agosto lo confermano. Se da una parte si assiste dunque a un costante aumento degli utenti che si rivolgono al pronto soccorso (dai 12.715 del 2014, si è saliti ai 13.455 del 2015 e, quindi, ai 13.864 del 2016), la media dei tempi di attesa adesso è di circa un’ora per i codici bianchi e di 48 minuti per quelli verdi.

Il dettaglio. Codici bianchi: da un’attesa di 3 ore e 20 minuti nel 2014 e delle 3 ore e 24 minuti del 2015, quest’anno si è scesi a un’ora e 49 minuti (-46,11% rispetto all’anno scorso). Codici verdi: dalle 2 ore e 3 minuti del 2014 e dalle 2 ore e 6 minuti del 2015, si è passati all’ora e 26 minuti di quest’ anno. Infine i codici gialli: i 36 minuti di attesa del 2014 e 2015, sono scesi a 29 nel 2016.

«Un risultato di rilievo per la struttura di Olbia che aveva sempre avuto tempi di attesa lunghi - continua Paolo Tecleme -, al contrario dei pronto soccorso di Tempio e La Maddalena i cui tempi di attesa accettabili, sono rimasti costanti anche in questa stagione. Abbiamo lavorato molto per ridurre le criticità registrate in passato all’interno dei Pronto soccorso andando a rinforzarli. Sono state coperte le posizioni vacanti, soprattutto tra i medici, e ciò ha permesso di riorganizzare la struttura andando a istituire, nei momenti di maggior afflusso, il “binario veloce” per la gestione dei codici bianchi con la presenza di un medico al triage. Nello stesso tempo si è assistito al miglioramento del “filtro” dell’attività territoriale (una rete capillare che passa per le guardie mediche e turistiche, ma anche per gli ambulatori) che ci ha consentito di ridurre gli accessi impropri al reparto di emergenza in particolare tra i codici bianchi. Sono infatti diminuiti del 24% in questi tre mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».

Ma, alla base, c’è anche l’organizzazione complessiva dell’ospedale.

Potenziati e rinforzati i servizi di diagnostica e, così, laboratorio analisi e radiologia hanno lavorato in condizioni ottimali e dato risposte quasi immediate al servizio di emergenza.

«Dall’altra parte - va avanti Tecleme - abbiamo attivato la piattaforma internistica multidisciplinare con il contestuale incremento di posti letto che ha consentito di eliminare il “terzo letto” dal reparto di Medicina, andando a snellire l’attività di ricovero».

«Il traguardo che siamo riusciti a raggiungere - aggiunge Attilio Bua, direttore del Pronto Soccorso del Giovanni Paolo II - è ancora più rilevante soprattutto se si considera l’aumento degli accessi: accessi che, nel solo mese di agosto (anche se i dati sono ancora provvisori), hanno registrato un incremento dell’8,7% rispetto all’anno precedente».

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