Quartieri nel degrado, cresce la protesta
In via Pertini e via Costa irrisolto il problema delle perdite fognarie. E le palazzine popolari di via Istria attendono interventi
TEMPIO. L’Area, l’Azienda regionale per l’edilizia abitativa, (ex Iacp), nonostante le assicurazioni di un pronto intervento non ha ancora provveduto, dopo oltre un mese dall’insorgere del problema, alla riparazione di due perdite fognarie attorno alle abitazioni popolari di Via Pertini e via Enrico Costa.
Latitanza. Sino al pomeriggio di ieri, nei due quartieri, non si è visto nessun tecnico e nessun operaio e la puzza dei liquami che ammorba l’aria attorno alle palazzine popolari e ben oltre, rende impossibile la permanenza nelle case e rende critica la situazione dal punto di vista igienico sanitario. «Questa carenza di attenzione nei nostri confronti - dicono in molti, appellandosi al sindaco, (primo responsabile della salute pubblica) - è un reato da codice penale e come tale deve essere perseguito nei confronti dell’Area».
Sopralluogo. Secondo l’assessore all’Ambiente, Francesco Quargnenti, che ha sollecitato l’intervento, «non potendo il Comune operare all’interno di un’area di proprietà dell’Area», nella giornata odierna potrebbe svolgersi un sopralluogo. A calcoli fatti, essendo oggi venerdì, è facile ipotizzare che prima della prossima settimana le due perdite non verranno riparate.
Via Istria. La “disattenzione” dell’Area non si limita a questo, almeno in città. Dodici famiglie concessionarie da 43 anni di altrettanti appartamenti dell’Area nelle due palazzine di Via Istria, a valle della Chiesa di San Giuseppe, continuano da anni ad essere totalmente abbandonate a se stesse in appartamenti fatiscenti che con grande dignità però tengono puliti, arredati e corredati con gusto.
Case fatiscenti. Le due palazzine sulle quali sono stati effettuati moltissimi anni fa interventi di poco conto per non dire inutili, oggi appaiono in uno stato disastroso e per certi versi, (stando anche ai racconti degli inquilini, circa 65 persone), persino inagibili. A cominciare dal tetto pericoloso o dai terrazzini ormai inagibili, per passare poi alle mura scrostate, «che non ci proteggono dal vento, dal freddo o dal caldo» o ai montanti di porte e finestre ormai marci.
Senza Voce. «Una situazione - dicono in tanti -, più volte inutilmente segnalata anche alle amministrazioni comunali che, tutte, hanno solo ascoltato ed espresso solidarietà a parole. A loro abbiamo chiesto di dare forza alla nostra voce. Non lo hanno fatto».
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